Essere testimoni. Il nostro cammino di cattolici omosessuali nella nostra chiesa

Testimonianza di Anna del gruppo Kairos.

“E’ una sensazione strana parlare con dei giornalisti. Ancora di più se stranieri, per cui c’è l’attesa e l’incognita della traduzione. Ed un senso di stranezza l’abbiamo provato per due giorni a Kairos, quando il giornalista del Washinton Post è venuto dall’America per “osservarci” e parlare con noi.
Era insieme ad un giornalista italiano, per capire se con la venuta di Papa Francesco per noi, omosessuali cattolici, è cambiato qualcosa. Ed è stato con noi per un intero fine settimana: ha assistito ad un nostro incontro, ha cenato con noi; la domenica ha partecipato alla Messa in una delle parrocchie che ci accolgono, ha pranzato insieme a noi e alla comunità parrocchiale ed infine, nel pomeriggio, ha parlato con le due suore che ci seguono, che conoscono e stimano il gruppo da tanto tempo.

Nei due giorni ha intervistato tanti di noi, ha fatto domande ai parrocchiani, ha cercato di capire cosa la presenza del Papa ha suscitato in noi e se nel gruppo Kairos è cambiato qualcosa. Personalmente ho dato al giornalista la mia impressione, e ho cercato di fargli capire che più che fatti concreti è negli ultimi mesi cambiato il clima.
Papa Francesco ha portato speranza, ha acceso una luce nel cuore di tanti omosessuali cattolici che troppe volte si sono sentiti allontanati e giudicati.

La cosa più bella è stata la richiesta del giornalista di osservare la nostra “normalità”: è stato in disparte ad un nostro incontro, è venuto alla Messa insieme a tutto il gruppo…. ha cercato di capire come viviamo e cosa sentiamo.
Certo, il giornalismo americano è fatto di cose concrete, cerca risposte dimostrabili ed eventi precisi…. noi abbiamo cercato di trasmettere un’atmosfera, abbiamo raccontato storie personali, sensazioni ed emozioni… davvero ha intervistato tantissime persone, sacerdoti, fedeli, omosessuali, parrocchiani e suore…. per avere un racconto a più voci, per avere un quadro più vero della situazione.

Con noi c’era anche un fotografo, che nel rispetto dovuto ha scattato foto solo a chi ha scelto di esporsi, ha poi fotografato i luoghi, la Messa… Insomma, per kairòs è stato sicuramente un fine settimana particolare, intenso e carico di opportunità.

Sappiamo che il Washinton Postè uno dei maggiori giornali americani, abbiamo cercato di essere noi stessi e di raccontarci a cuore aperto. Nella speranza certa che per altri omosessuali cristiani la nostra esperienza possa essere un’ulteriore luce, un bagliore di amore che il nuovo Papa ci permette di avere!

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