Ricordati di me quando sarai nel tuo regno (Lc 23, 39–43)

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Riflessioni sul vangelo di Luca 23, 39 – 43 di Anna del gruppo Kairos alla Veglia ecumenica del Venerdì Santo ala Madonna della Tosse il 22 aprile 2011

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Il primo uomo ad andare in Paradiso è un malfattore condannato a morte per le sue colpe. E questo già ci dice tante cose sulla Misericordia di Dio!
Cosa avrà commesso quell’uomo per finire legato ad una croce?
Forse era un assassino, un pagano o uno zelota ribelle contro i romani… forse era un ladro di professione… la tradizione ce lo presenta con il nome di Dismas…

Ciò che è sicuro è che nella sua vita aveva già sentito parlare di Gesù. Il Maestro infatti era famoso in tutta la Giudea, da anni si parlava di Lui e dei suoi discepoli. 
Ma il cuore del ladrone era rimasto arido, non si era lasciato conquistare dalla Buona Novella tanto da continuare la sua vita di male e di peccato. 
Ma sicuramente qualcuno gli aveva parlato di Gesù, tanto che in punto di morte può riconoscerlo davvero!  

Quante volte la nostra testimonianza ci sembra inutile, quante volte il nostro seminare ci pare fine a sé stesso??? 
Ed invece i tempi di Dio non sono i nostri… pensate a colui che raccontò al ladrone di quello strano maestro che compiva miracoli e parlava alle folle… gli sembrò certamente di aver sprecato il fiato….

Ed invece esattamente sulla croce il ladrone si ricorda di quelle parole, il suo cuore si apre e riconosce finalmente Gesù!
Il ladrone ammette le proprie colpe e rinasce a vita nuova: e cerca di coinvolgere in questo anche l’altro uomo crocifisso che invece lo insulta e impreca contro Gesù.

Perché la vera rinascita, la vera conversione non è mai un fatto personale, ma cerca a cuore aperto di coinvolgere chi ci è vicino, e diventa a sua volta Buona Novella. Sta agli altri poi decidere se accoglierla o meno. 

Ma non parliamo di ladrone buono e di ladrone cattivo, come tante volte si sente dire: perché, come detto all’inizio, la Misericordia di Dio prevale su ogni nostra categoria e giudizio!

E cosa chiede il malfattore convertito a Gesù? Di essere ricordato da Lui quando entrerà nel Suo Regno.
Pensate, in quell’uomo devastato dal dolore e dalle torture riesce a riconoscere un re! Non ci sono riusciti gli apostoli che lo hanno lasciato solo, i romani hanno affisso un cartello sopra la croce per scherno…. e ne è capace un ladrone sofferente in punto di morte! Lo riconosce come re e gli domanda semplicemente un pensiero.

E Gesù?

Se noi osiamo chiedere Lui ci rende sicuramente molto e molto di più: e a quell’uomo in preghiera Gesù promette il Paradiso. Non una benedizione, non un semplice ricordo, ma la gioia eterna di vivere accanto a Lui e al Padre.
Il ladrone è davvero il primo uomo di cui abbiamo la certezza del Paradiso.
Non è stupefacente un Dio che, dopo essere stato sulla Terra ed essere stato ucciso barbaramente, si porta con sé, per primo, un malfattore reo di una vita tremenda?

Non è meraviglioso e non allarga il cuore questo Cristo che travalica ogni ragionamento e fa vincere semplicemente il Suo Amore smisurato?
Gesù ha talmente voglia di amare tutti quanti che per dimostrarcelo accoglie senza rimprovero un uomo che si converte proprio alla fine della vita…

E noi, invece?

Quante volte noi ci permettiamo di giudicare gli altri senza riuscire veramente a leggere nel cuore?
Quante volte ci sentiamo superiori, puntiamo il dito alle colpe degli altri?
Ma Gesù va al di là della giustizia ed agisce con una tenerezza infinita nei nostri confronti.
Se abbiamo il coraggio di chiedere, ci abbraccia a piene mani senza colpe ma semplicemente con amore.
Quante sono le persone che vengono condannate dalla società, che vengono giudicate in maniera negativa e malevola….
Ma se Gesù è la Via e la Verità… non dovremmo semplicemente prendere esempio dal suo amore sconfinato?

Quando nel Vangelo non viene indicato il nome proprio di chi parla significa che ciascuno di noi si può e si deve impersonificare in quel personaggio.
Anche noi dunque, in quanto peccatori e malfattori, siamo sulla croce accanto a Gesù.
A volte è il mondo che ci giudica negativamente, che non capisce le nostre scelte o la nostra stessa natura e ci condanna a morte.
A volte invece siamo davvero colpevoli di azioni indegne e di peccati commessi lontano dalla Verità di noi stessi e indicata da Cristo.
Certamente, anche tramite il nostro Battesimo, abbiamo sentito parlare di Gesù Nazareno e conosciamo la grandezza della Sua Resurrezione.

Anche per noi è pronta la Misericordia di Dio, anche per noi sono le parole: in verità ti dico, oggi sarai con me in Paradiso.

Sta a noi scegliere da che parte stare:  cedere alla rabbia e allo spirito vendicativo e cieco che spesso aleggia in questo nostro tempo oppure invocare con leggerezza il nome di Gesù.

Nella certezza che la ricompensa e la grandezza di Dio sarà superiore ad ogni nostra aspettativa e ci condurrà dritti in Paradiso.

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