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“I cristiani gay, lesbiche e trans non esistono!”. Ma siete sicuri proprio sicuri? Siete sicuri di non averli mai incontrati nel vostro cammino nella chiesa, magari mentre seguivano il coro parrocchiale, mentre facevano il volontariato alla Caritas o tra i catechisti della tua parrocchia. Sei sicuro di non averli mai incontrati?
Noi ci siamo, siamo in cammino, certo non è facile. La strada che ci ha portato a vederci come siamo è stata lunga, ma il fare esperienza di una chiesa che accoglie, ascolta ed accompagna ci ha profondamente cambiato, tutto questo anche grazie al cammino percorso col gruppo Kairos di Firenze.
Queste immagini raccontano alcuni dei nostri percorsi fatti insieme. In queste foto alcuni di noi hanno scelto di rendersi visibili per dare un messaggio di speranza a tutti coloro che non riescono ancora a vederci o a vedersi. A loro diciamo, dovunque tu sia, non stare fermo, ma  scopriamo insieme cosa vuol dire che “siamo fatti come un prodigio(Salmo 139, 14). Forse Dio ha voluto che fossimo pietra d’incampo per “gli amanti delle certezze, che sempre abbondano nelle nostre chiese, per fargli scoprire che Dio ci ama tutti, semplicemente come siamo. E tu ti ami?”.

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Domenica 27 novembre 2016 al Ritiro di avvento intergruppi, nello splendido convento delle suore domenicane di Prato, ci siamo interrogati su come “essere cercatori della gioia” (Marco 10,17-22; Luca 19, 1-10; Luca 1,39-55) col gruppo Kairos di Firenze e In Cammino di Bologna con alcuni amici del gruppo Davide per genitori cattolici con figli LGBT di Parma, del gruppo di Reggio Emilia e con i giovani di Gabriel Forum per riscoprire come Gesù fa coming out nelle nostre vite.

 

Sabato 18 giugno 2016 per la prima volta il centro di Firenze è stato attraversato dal Toscana Pride, la colorata manifestazione che dà voce alle richieste di diritti di lesbiche, gay, bisessuali, trans (LGBT) a cui ha partecipato anche Kairos,  il gruppo di cristiani gay, lesbiche e trans di Firenze per portare nel colorato Pride fiorentino la testimonianza positiva del cammino dei cristiani LGBT ed il racconto dell’accoglienza inclusiva di tante parrocchie fiorentine e dei preti e suore che li accompagnano. Il gruppo Kairos in una lunga lettera, inviata a tutti i Vescovi delle Diocesi Toscane, scrive “abbiamo deciso che era giunto, per noi, il momento di farci testimoni concreti del nostro cammino cristiano di misericordia, in una realtà (omosessuale) che spesso non ne ha avuta, affinché  “ogni donna e uomo abbiano la vita e l’abbiano in pienezza ed abbondanza” (cf. Gv 10, 10). […] “Con la speranza che questo possa essere un momento iniziale di quell’ascolto e confronto reciproco necessario (nella chiesa) per costruire quella pastorale delle “periferie esistenziali”, tanto cara a papa Francesco, in cui “ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione»” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358; cfr Relatio finalis Sinodo 2015, 76; Amoris Laetitia, 276).

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Martedì 17 maggio 2016 per la decima volta Kairos, il gruppo cristiani lgbt di Firenze, ha organizzato un momento di sensibilizzazione contro ogni discriminazione in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia insieme ad altre realtà, per portare simbolicamente alcune storie dalle periferie al cuore della nostra città attraverso una fiaccolata di luce contro tutte le marginalità e l’omotrasfobia, che si è conclusa sotto le volte della Chiesa evangelica Valdese, dove le fiaccole portate da ogni persona e realtà associativa hanno contribuito ad accendere un simbolico “albero della vita” (Genesi) che con la sua luce ha illuminato la Veglia ecumenica in cui abbiamo ricordato tutte le vittime dell’omotransfobia e di tutte le discriminazioni, guidati dall’esortazione biblica “Amatevi gli uni gli altri. Come io vi ho amati” (Giovanni 13,34). Foto di Carlo S.

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Scrive il fotografo fiorentino Rosario Lo Presti: “anche se combattono per essere accettati all’interno della Chiesa molti di loro non vogliono dichiarare pubblicamente la loro omosessualità. Roberta invece alla mia richiesta di farsi fotografare ha accettato subito e senza reticenze; ha avuto e continua ad avere una vita molto difficile e da 11 mesi ha iniziato la cura ormonale per completare il percorso di diventare donna. Foto che non hanno certo la presunzione di raccontare la vita di Roberta, sono solo frammenti. Una delle più esperienze più belle è stata per me partecipare alla IX Veglia di preghiera in ricordo per le vittime dell’omo-transfobia tenutasi a Firenze il 20 Maggio 2015. Molti hanno letto la loro testimonianza. Questa è quella di Roberta.

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Per la  prima volta a Pistoia si è riunita la comunità dei cristiani omosessuali provenienti da tutta la regione Toscana. Non lo hanno fatto in un luogo qualunque, ma nella parrocchia pistoiese di Vicofaro, dove il parroco don Massimo Biancalani con don Andrea Bigalli hanno celebrato una messa proprio per loro. In tempi di Sinodo, è stato lanciato anche dalla città di Giano un segnale alla Santa Sede e a quella Chiesa «che accoglie» tanto voluta da Papa Francesco. E l’accoglienza, sabato 24 ottobre 2015, non è mancata nella piccola comunità parrocchiale di via Santa Maria Maggiore.

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La fotografia è un po’ come una pistola: non è buona o cattiva di per sé, dipende dall’utilizzo che se ne fa“. Riflette così il fotografo Alessandro Penso, pensando ai tanti volti e alle storie che ha raccontato in questi anni in giro per il mondo con la sua macchina fotografica. Il suo appassionato reportage fotografico sui migranti non a caso è stato scelto dal Time come progetto fotografico dell’anno 2016. “Sono felice soprattutto per le persone protagoniste della mia storia, che ho scelto di ritrarre nel loro lato umano“.
Questi pochi scatti sono il racconto per immagini del suo incontro col cammino dei cristiani LGBT del gruppo Kairos di Firenze, dei due giorni trascorsi con noi, nelle nostre parrocchie e con i sacerdoti e le suore che ci accompagnano, per un reportage che raccontasse semplicemente il nostro cammino di fede e di speranza.