Tre giorni per ritrovarsi. Semplicemente cristiani LGBT in cammino

Testimonianza di Pietro del gruppo Kairos sulla tre giorni InterGruppi per Cristiani LGBT a Bocca di Magra (2-4 giugno 2017) 

Luogo incantevole. Un antico convento, un magnifico parco e panorami mozzafiato. Le Apuane ci guardavano dal lato toscano del costa dove l’Italia piega verso sud. In un posto così ti dimentichi per un attimo che il mondo è quello che è e forse, inizi a capire che è possibile creare bellezza sempre. Inizia così una splendida tre giorni dove nonostante i momenti di preghiera abbiano prevalso sui momenti in spiaggia (sigh!) posso dire di essermene andato arricchito. E badate bene che io non sono di bocca buona sulle questioni di fede.

I momenti di preghiera sono stati molto interessanti specialmente per le lectio divine che hanno colto aspetti veri della vita e li hanno saputi leggere con gli occhi della Parola. Un piccolo monumento andrebbe costruito a suor Fabrizia, che nella sua semplicità e sobrietà ha saputo dire cose meravigliose sul senso del nostro cammino qui sulla terra. Non un progetto dettagliato ma un’avventura, dove la via ci è data, Gesù, ma tutto il resto no e questo necessità di fantasia e creatività per trasformare in opportunità anche il male. Oppure il senso di fecondità che Don Gianluca ha immaginato per noi: essere generatori di speranza, perchè dare speranza significa generare alla vita.

Bello lo scambio con i genitori che ci chiedevano se avevamo mangiato abbastanza come se fossimo loro figli tutti quanti e in fondo pensavo che non resisterei a vivere ancora con mamma! I momenti di chiacchiere passeggiando per il parco, i confronti con altri ragazzi magari nuovi sono stati arricchenti in umanità.

Per tre giorni ci siamo come sprofondati in un mondo a parte, un mondo accogliente, il mondo come potrebbe e dovrebbe essere. E’ bello stare qui pensavo ieri andandomene con un po’ di nostalgia. Oggi si ricomincia la “guerra quotidiana” ma con le certezza che esistono meravigliose aree di sosta dove assaporare la pace e il senso di comunità, per poi ributtarsi carichi di energia nella vita e nelle sue difficoltà.

Ormai non dobbiamo più accontentarci di essere marginalità ma con preti e suore preparati seriamente, che vogliono il nostro bene, tutto potrebbe cambiare in meglio nonostante le resistenze. Speriamo che Francesco sappia formalizzare questo mutamento in atto nelle coscienze dei cattolici in documenti scritti ma se e quando ciò avverrà troverà coscienze pronte anche grazie al lavoro e alla testimonianza di vita dei gay credenti che nonostante tutto hanno continuato a dire a tutti: “noi ci siamo anche se non volete e prima o poi dovrete ascoltarci”.

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