Grazie Gesù, mi hai fatto sentire un gay testimone del Tuo Amore per noi!

Testimonianza di Armando sul Ritiro di Avvento Intergruppi per Cristiani LGBT (Prato, 27 novembre 2016)

Mi è stato chiesto di scrivere una testimonianza del ritiro di Avvento, di domenica 27 novembre 2016, a Prato, organizzato dai gruppi di cristiani L.G.B.T. Kairos di Firenze e In Cammino di Bologna, a cui hanno partecipato anche altri fratelli e sorelle di altre realtà cristiane. Più che scrivere un resoconto di quanto mi si è mosso dentro, durante la condivisione della preghiera nei gruppi, il condividere la pietanza e le prelibatezze portate da ciascuno, l’accoglienza familiare delle suore che ci hanno ospitato, e il celebrare tutti insieme la Santa Messa: voglio ringraziare Gesù, perché Lui è Fedele alla Sua Parola!

Nella mia preghiera personale, a Gesù chiedo sempre questi tre doni:

  1. che io senta mio fratello e mia sorella chiunque Lui mi ponga accanto;
  2. che possa servire i fratelli e le sorelle che Lui mi pone accanto, come Lui vuole;
  3. di essere un Testimone del Suo Amore, anche grazie alla mia omosessualità.

La prima richiesta è sia frutto di un percorso biblico sulla figura di Abramo, padre di molti popoli (cfr. Gen 12,2), e sia frutto del venire a contatto con le varie realtà cristiane L.G.B.T.: siamo tutti e tutte Figli e Figlie di Dio, riconosciamo Abramo come nostro padre nella Fede, e Dio ci ha creati come prodigi (Salmo 139,14) del Suo Amore. Come ci insegna l’apostolo ed evangelista Giovanni: l’Amore di Dio non dimora in noi se non amiamo il fratello che vediamo (cfr. 1Gv 4,20), quindi come potrebbe l’Amore di Dio dimorare in noi se non sentiamo l’altro come un fratello e l’altra come una sorella?, non li accogliamo come dei doni del Suo Amore?, non li accettiamo per come sono, senza chiedere alcun cambiamento in loro? Se ci fermiamo un attimo a pensare: è ciò che desidera ogni uomo e donna, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, dalla comunità cristiana di appartenenza; tanto più noi uomini e donne non eterosessuali desideriamo questo, dato che non sempre ci sentiamo accolti perché reputati “diversi”. Invece, anche in quella domenica, non mi sono affatto sentito “diverso” da nessuno e da nessuna dei presenti: mi sono sentito accolto nell’Unica e Grande Famiglia di Dio, dove ognuno è libero di essere sé stesso e di amare come il proprio cuore desidera…

La seconda richiesta nasce dal desiderio di portare ed annunziare l’Amore di Dio, perché è un Amore così grande e sconfinato che è impossibile tenerlo tutto e solo esclusivamente per me! Non saprei come altro spiegarmi; al pari del profeta Geremia, l’Amore di Dio è come un fuoco che arde e che non posso trattenere dentro di me (cfr. Ger 20,9). Se il Signore ci ha posti l’uno accanto all’altro come un aiuto che ci sia simile (cfr. Gen 2,18), come concretizzare quest’aiuto? Me lo sono chiesto un’infinità di volte, ed altrettante volte ho chiesto il Suo aiuto; nulla di più semplice, o meglio, nulla di complicato: Dio è Amore, dov’è l’Amore lì c’è Dio e nell’Amore non c’è timore (cfr. 1Gv 4,16.18); che intendo dire? È bastato entrare nella vita dei gruppi cristiani L.G.B.T., partecipare al loro cammino, condividere la propria storia personale, ascoltare le altre storie personali; e scoprire così che quanto si condivide, poco o tanto, bello o brutto che sia, non importa: è una candela (cfr. Lc 11,33-36) che accendiamo nelle nostre vite; ci rendiamo sale e luce nel mondo (cfr. Mt 5,13-16); fruttiamo i talenti che il Signore ci ha affidato (cfr. Mt 25,14-30); è un donare e ricevere gratuitamente (cfr. Mt 10,8). In tutto questo cammino, ho sentito l’Amore di Dio, l’Amore Vero che ti ama così come sei, che non ti chiede nulla in cambio; in questo cammino tutto mi è stato donato gratuitamente, e mai ho dubitato il Padre non benedicesse quest’opera che Lui ha iniziato in tutti noi.

Infine, avendo compiuto il passo importante di iniziare a vivere pienamente, senza nascondimenti di comodo, e rispondere con un sorriso a chi mi domanda “Sì, sono omosessuale!” Come potrei mai testimoniare l’Amore di Dio con una vita vissuta parzialmente nel timore del nascondimento? Come vivere cristianamente la visibilità del proprio orientamento sessuale? Sono delle belle domande, a cui non saprei dare ancora una risposta; per questo, nella preghiera, ho chiesto quanto scritto di sopra. Nemmeno ora che sto scrivendo saprei dare una risposta! Posso solo affermare che con tutte le “bastonate e le mazzate” che abbiamo preso, perché non eterosessuali e cristiani, non abbiamo perso la nostra fede, non abbiamo abbandonato il desiderio di camminare con ed essere in una comunità cristiana: e di questo dobbiamo ringraziare veramente di cuore Gesù, che è fedele alla Sua Parola… e chi ci ha voluti accogliere e conoscere se n’è accorto, al punto che ho sentito dire, proprio durante il ritiro:”Magari avessi la vostra fede!” Ringrazio sempre il Signore Gesù per un dono così grande, e non richiesto; e più procedo in questo cammino, vedo le meraviglie che Lui compie nelle nostre vite.