Per noi giovani cristiani Lgbt ritrovarci a Firenze non ha prezzo

Testimonianza di Luca da Mirandola (MO) sul I° Ritiro nazionale per Giovani Cristiani LGBT (Firenze, 28-30 ottobre 2016)

Mi pare siano passati almeno tre o quattro anni da quando al VI Forum Cristiani LGBT (15-17 aprile 2016) è stato proposto un percorso pensato per i giovani, un tipo di proposta che, a detta dei “più grandi”, non si vedeva da qualche tempo nello scenario italiano.
La partenza, bisogna dirlo, non è stata facile e non fosse per Davide chissà quando mai ci saremmo conosciuti, forse fra vent’anni; da aprile in poi invece ha preso corpo un piccolo gruppo che per via telematica ha iniziato a conoscersi e a pensare un pezzo alla volta quei tre densi giorni che sono stati il ritiro del Progetto Giovani a Firenze.

Col senno di poi sono felice di dire che è stata davvero una bella esperienza ma credo che ciò sia dovuto soprattutto all’atmosfera che i ragazzi hanno saputo creare fin dall’inizio mettendosi in gioco, interrogando i relatori, coinvolgendosi a vicenda in un contesto di volti molto o del tutto sconosciuti provenienti davvero da ogni parte dell’Italia, dal Trentino alla Sicilia.
L’accoglienza da parte delle suore, nei loro locali, del gruppo Kairos in particolare e della Parrocchia della Madonna della Tosse, oltre alla incantevole cornice fiorentina hanno permesso di creare fin da subito un clima accogliente e caloroso che permettesse a tutti di alzare la mano e dire la propria, magari, chissà, per la prima volta.

Molti dei partecipanti infatti appartengono a gruppi di credenti Lgbt esistenti in tutto il Paese, ma ve ne sono molti altri che non hanno questa possibilità, o che sono in gruppo di sole persone adulte e hanno poca occasione di confrontarsi e conoscere coetanei che vivono i medesimi dubbi di fede, che sono passati attraverso vicissitudini più o meno avverse, alcuni che hanno vissuto o che vivono ancora la solitudine ed il senso di inadeguatezza nella Chiesa.
Vedere e trovarsi accanto fisicamente a laici e religiosi che annunciano lo stesso Vangelo di sempre ma che oggi ha trovato parole di vita anche per noi è un piccolo riscatto che non ha prezzo, qualcosa come un talento davvero inestimabile.

Cosa si è fatto dunque a questo ritiro?

A chi c’era l’ardua sentenza, usando le parole del nostro papa Francesco: abbiamo cercato un po’ di essere quella “Chiesa in uscita” che sa prendere l’iniziativa, sa coinvolgersi, accompagnare, talvolta fruttificare e di sicuro festeggiare, su quest’ultimo non ho dubbi.
A chi non c’era per timore o difficoltà. ti aspettiamo al prossimo appuntamento quando farà un po’ più caldo! Sul serio, non mancare!
Ai meno benpensanti, a coloro che fanno ancora fatica a vedere Dio in un fratello omosessuale, in una sorella lesbica, in una persona transessuale: scriveteci! Vogliamo conoscere anche voi!
Un grazie a tutti sinceramente, in particolare a chi è venuto a parlarci: ai genitori di Parma e Reggio, a Cammini di Speranza, a Pino Piva, al fondo Samaria, e al Progetto Gionata senza il quale il ritiro sarebbe finito alle calende greche.