Eccellenza è tempo per noi Cristiani LGBT di essere testimoni, anche al Pride, del nostro cammino cristiano

Lettera del gruppo Kairos inviata ai Vescovi Toscani*

Eccellenza rev.ma, in quest’anno giubilare della Misericordia, a pochi mesi dall’uscita dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia del Santo padre Francesco, ci troviamo a scriverle come Kairos, il gruppo di lesbiche, gay e trans cristiani di Firenze, perché ci sentiamo profondamente incalzati dalle parole con cui il Sinodo ha invitato la Chiesa ad “accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza” (Amoris Laetitia, n.291) per “aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia immeritata, incondizionata e gratuita” (Amoris Laetitia, n.297).

Parole che, mai come in questi mesi, ci hanno interpellato insieme ai sacerdoti, le suore e le parrocchie che ci accompagnano nel nostro cammino, che abbiamo sentito quanto mai attuali davanti alle terribili immagini della strage nella discoteca gay di Orlando (Stati Uniti), fatta in nome dell’intolleranza ammantata con i precetti di Dio.

Ecco perché la decisione di svolgere a Firenze il 18 giugno 2016 il Toscana Pride, la colorata manifestazione che dà voce alle rivendicazioni dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali, trans (LGBT), ci ha spinto a confrontarci con molte delle realtà associative LGBT che l’organizzano.
Abbiamo incontrato così persone LGBT tra le più diverse, di cui molte lontane dalle chiese ma non da Dio, spesso ferite e allontanate da parole e gesti ricevuti dai loro pastori. Abbiamo ascoltato la loro sofferenza, che è stata in passato anche la nostra, e abbiamo compreso la loro rabbia verso chi li ha feriti, non avendo mai incontrato una Chiesa capace di mettersi in ascolto del loro vissuto.

Attraverso le loro storie, come cristiani e come persone LGBT, ci siamo sentiti chiamati in causa. Ci siamo resi conto che un gruppo come il nostro, che ha fatto da molti anni l’esperienza di essere accolti, pur nella difficoltà e nell’incomprensione di molti, può portare una testimonianza viva e palpitante di come la Parola, quando si apre alla misericordia, produca frutto e sappia curare ferire e far “fiorire” vite nella fede.

Ecco perché abbiamo deciso che era giunto, per noi, il momento di farci testimoni concreti del nostro cammino cristiano di misericordia, in una realtà che spesso non ne ha avuta, affinché “ogni donna e uomo abbiano la vita e l’abbiano in pienezza ed abbondanza” (cf. Gv 10, 10).
Per questa ragione abbiamo deciso di essere presenti nel lungo corteo del Pride di Firenze, con i nostri volti e la nostra testimonianza, per accogliere e confrontarci con questi compagni di viaggio, ben consci del mandato che ci affidò il card. Antonelli, quando era arcivescovo di Firenze, che dopo averci ricevuto in Vescovado ci esortò a fare “quella pastorale che la Chiesa ancora non sa fare”.

Con la speranza che questo possa essere un momento iniziale di quell’ascolto e confronto reciproco necessario per costruire quella pastorale delle “periferie esistenziali”, tanto cara a papa Francesco, in cui “ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione»” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358; cfr Relatio finali Sinodo 2015, 76; Amoris Laetitia, 276).

Perciò speriamo che questa nostra iniziativa incontrerà il suo personale interesse e chiediamo il suo sostegno nella preghiera e la sua paterna benedizione in questo momento di testimonianza che, in futuro non troppo lontano, vorremmo illustrarle di persona.

Le donne e gli uomini del Gruppo Kairos di Firenze

 

* Abbiamo inviato questa lettera a tutti i Vescovi delle Diocesi in cui vi sono persone che frequentano il gruppo Kairos.