Le mafie, quando la violenza si fa strumento di potere

Riflessioni di don Andrea Bigalli, responsabile toscano di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, letta alla fiaccolata contro tutte le marginalità e l’omofobia di Firenze del 17 maggio 2016

Le mafie sono un esempio diretto di come la violenza sia lo strumento principale per l’esercizio del potere. Territori, amministrazioni , gruppi sociali, sistemi finanziari ed economici, individui: per poter esercitare il proprio arbitrio su queste realtà, le mafie utilizzano abbondantemente l’esercizio sistemico della violenza, e di ogni genere . Se noi ricordiamo chi ha perso la vita per contrastarne presenza ed azione, sappiamo bene che tanti sono i modi con cui possono distruggere la tua esistenza; la minaccia, la messa in schiavitù, l’usura, lo sfruttamento del proprio lavoro l’isolamento sociale, l’attentato alla dignità del proprio nome.
Contro tutto questo la coscienza civile chiama a resistere, non perdere il coraggio, facendosi forza nella memoria delle vittime.
Tra cui, siamo sicuri, ci sono pure donne e uomini omosessuali, vittime di una delle culture più omofobe, quella mafiosa.