Da Roberto a Roberta. Fotografando un viaggio lungo una vita

.
Testi e fotografie di Rosario Lo Presti*

Ho conosciuto Roberta durante il mio primo incontro con il gruppo Kairos (cristiani LGBT) di Firenze. Sono andato a quell’incontro perché il mio primo tentativo è stato quello di raccontare la storia dei cristiani gay che a Firenze si sono raccolti nel gruppo Kairos. Prima che fotografica è stata una bellissima esperienza umana; ho capito e toccato con mano quanto ancora oggi sia forte la diffidenza ed i pregiudizi verso gli omossessuale ed i trans. Il problema è che questa diffidenza e pregiudizi segnano in modo indelebile la vita di tanti esseri umani e donne.

Anche se combattono per essere accettati all’interno della Chiesa molti di loro non vogliono dichiarare pubblicamente la loro omosessualità.

Roberta invece alla mia richiesta di farsi fotografare ha accettato subito e senza reticenze; ha avuto e continua ad avere una vita molto difficile e da 11 mesi ha iniziato la cura ormonale per completare il percorso di diventare donna.

Le foto esposte non hanno certo la presunzione di raccontare la vita di Roberta, sono solo frammenti. La cosa bella è che dopo il corso ci siamo risentiti e rivisti e abbiamo deciso di continuare a raccontare la sua storia.

Una delle più esperienze è stato partecipare alla IX Veglia di preghiera in ricordo per le vittime dell’omo-transfobia tenutasi a Firenze il 20 Maggio 2015. Molti hanno letto la loro testimonianza.

Questa è quella di Roberta.

Il mio nome oggi è Roberta. E’ lei che ho scelto di essere, ma in origine ero Roberto. Lui era inadeguato a quella vita, così, attraversando varie fasi di vita, è arrivato a quella che conoscete oggi… me stessa! Ma per arrivare fino a qui di strada ne ho fatta tanta, di cose ne ho viste e vissute tante. Quanto ho mentito alla mia famiglia e ai compagni che mi sono stati accanto! Perché a tutti loro ho nascosto Desiré, altra fase di questo lungo cammino: quel segreto che nessuno doveva scoprire, fatta di eccessiva femminilità incarnata in un corpo allora da maschio, ma che, proprio per quella sua eccessiva ed esasperata femminilità, rispecchiava il desiderio nascosto di “femme fatale” di ogni uomo che ho conosciuto – perché apparteneva ad un’altra vita, ad altre richieste e ad altre realtà.

Ma questo cammino è fatto anche di dolore e sofferenze, il dolore e il dispiacere di perdere l’affetto della famiglia, e sentirsi, ad un certo punto, figlia e parente di nessuno; il dolore di domandarsi continuamente se sarà così per sempre; i punti interrogativi su come sarò e come sarà la mia vita; il dolore di quando, poco tempo fa, qualcuno mi ha detto che non posso aspettare di portarmi una vita normale dietro di me.

Per giorni sono stata male, perché quei punti interrogativi erano boomerang. Mi sono chiesta se fosse vero, ho cercato di non crederci, ma quanto è stato difficile tutto questo! Ma la forza, il coraggio e la voglia di essere me stessa sta superando man mano il dolore e il dispiacere di una triste realtà che non so se mi toccherà finché non la vivrò fino in fondo. Perché la vera rinascita non è stata 35 anni fa, e non è stata Desiré, ma è quella di oggi, della donna che sono e che diventerò: Roberta.

.

* Rosario Lo Presti è ingegnere di professione e fotografo per passione. Nato a Messina nel 1957, residente a Firenze inizia a fotografare durante gli anni universitari; appena laureato trova lavoro e ripone la macchina fotografica in un cassetto. La voglia di fotografare ricompare prepotentemente  circa dodici anni fa; così riapre il cassetto, riprende in mano la macchina fotografica che da allora lo accompagnerà in tutti i suoi viaggi altra sua grande passione. Frequenta corsi, work shop fotografici e nel tempo libero studia e legge di Fotografia. Ha partecipato a work shop con Alex Web, Ernesto Bazan, Vittore Buzzi e Sandro Santioli. Nel 2015 ha frequentato il corso di fotogiornalismo organizzato dalla Fondazione Studio Marangoni di Firenze conseguendo l’attestato finale. Ha vinto il 3° premio del Concorso di National Geographic Italia (2013), il primo premio portfolio Trapani Photo festival (2013), ed è stato premiato a vari concorsi nazionali ed internazionali organizzati dalla FIAF e FIAP.