Cristiani e omosessuali. Finalmente una sensazione di normalità

Riflessioni di Filippo del gruppo Kairos di Firenze sul IV Forum dei Cristiani LGBT (Albano 15-17 maggio 2016)

Una strana sensazione di normalità. Accompagnata da una dolce e piacevole percezione di benessere. Non c’è dubbio è questo il primo fotogramma che mi torna alla mente riavvolgendo il nastro dei tre giorni del nostro Forum ad Albano. Rivedendomi seduto nella grande sala dove si sono svolti i momenti comunitari, durante una delle preghiere mi sono guardato attorno ed è stato come un già vissuto; mancava solo che indossassi la mia uniforme da scout ed il quadro sarebbe stato completo. Come tante volte da ragazzo in parrocchia. Un vero ritorno a casa, dopo un lungo viaggio, che per molti aspetti non è ancora terminato. Non fosse stato per la bandiera arcobaleno che avvolgeva il grande tavolo- altare e per la nostra cosciente consapevolezza, si poteva tranquillamente pensare di trovarsi ad uno dei tanti incontri ecclesiali che ogni fine settimana si svolgono nel nostro paese. Ed in effetti questo è stato.

Un gruppo eterogeneo di individui, che prima che uomini e donne GLBT sono credenti in Cristo. Parte integrante del suo disegno d’amore, tanti pezzetti della stessa Chiesa. E la realtà ormai consolidata dei gruppi di credenti GLBT, che operano all’interno di tante differenti comunità parrocchiali, che le accolgono.

Quanto stridenti mi sono sembrati i toni usati ancora in questi tempi da tanti pastori nei nostri confronti di fronte ad una tale testimonianza di fede autenticamente vissuta, e con quale sofferenza e fatica.

Le formule più o meno complicate con le quali la chiesa cattolica e le sue gerarchie fanno ancora tanta fatica a confrontarsi con noi non possono nascondere quello che naturalmente ci sentiamo e siamo; «pietra scartata dai costruttori», certamente si, ma che almeno si sforza di diventare «testata d’angolo».

Tante risate ma anche qualche lacrima si sono mescolate tra di loro in questi tre giorni di Forum, segno che le ferite non sono ancora tutte guarite. Anche se, è pur vero, come ricordava Giovanni XIII, che «quando il sorriso sgorga dalle lacrime il cielo si spalanca». E così e stato.

Non potevano non tornarmi alla mente le parole di incoraggiamento di Franco Barbero quando lo contattai alcuni anni fa. Difronte al mio smarrimento mi invitò ad avere fiducia in Dio e ad iniziare un cammino di riconciliazione attraverso l’azione pastorale delle comunità di credenti GLBT. Quell’invito è germogliato ha cambiato la mia vita. Ma anche la chiesa sta cambiando, e questo è il segno più tangibile dell’azione della Provvidenza. Come i discepoli sulla strada di Emmaus camminiamo tutti con accanto il signore ogni giorno della nostra vita, ma non lo riconosciamo fino a quando non spezza per noi il pane.
Come ad Albano nei tanti momenti vissuti in comunione fraterna. È allora che ci si accorge del grande prodigio che ciascuno di è per Lui che ci ha voluto proprio così.