Cantate al Signore un canto nuovo (Salmo 97)

Riflessione biblica di suor Stefania Baldini* tratta dal Progetto Gionata

Questi primi versetti del salmo 97 sono una sollecitazione a gridare la gioia colma di stupore di fronte alle meraviglie che Jahweh ha compiuto anche in tempi recenti, quando ha ricondotto il suo popolo dall’esilio. E’ invito che scaturisce dalla passione incontenibile del salmista il quale termina il suo poema con una chiamata a raccolta di terra, mari, fiumi, monti, l’intero cosmo ad acclamare il Signore che viene.

Non c’è ombra di timore nelle parole del salmo: Dio non si presenta come re giudice ma come l’ amico fedele, memore dei legami di amore con le sue creature di cui conosce le attese profonde, quegli spazi misteriosi di silenzio che Egli intende colmare di felicità, di libertà traboccante.

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Salmo 97

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.
Cantate inni al Signore con l’arpa,
con l’arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

 

* Stefania (Leda) Baldini,  è suora dal 1956 dell’Unione  delle Suore Domenicane di S. Tommaso d’Aquino.  Vive nel convento domenicano di Prato e collabora con la comunità delle Piagge di Firenze.

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