Dal caso Oppo ad oggi. La presenza delle persone omosessuali nelle chiese battiste, valdesi e metodiste italiane

Abstract dell’intervento della pastora battista Anna Maffei * tenuto all’incontro-confronto “Le strade dell’amore. Cura pastorale e giustizia sociale per le persone omosessuali e transessuali” (Firenze, 8 novembre 2015)

“Al termine del culto domenicale, al momento degli annunci, Fabrizio si fece avanti per testimoniare la sua fede in Gesù di Nazareth, il Cristo. La chiesa, piena, ascoltò con attenzione le sue parole, con la tensione e l’emozione propria di questi momenti. Fu alla fine che ci fu un sussulto: con la pacatezza che abbiamo imparato a conoscere e con il coraggio della fede, che in questi lunghi anni trascorsi insieme abbiamo sperimentato, Fabrizio dichiarò la sua omosessualità (…) Il problema nacque un anno dopo, quando fu da lui presentata la domanda di battesimo ”.

L’intervento della pastora Maffei, della Chiesa cristiana evangelica battista di Firenze, all’incontro sul libro “Le strade dell’amore” dell’8 novembre, presso la sala della chiesa della Madonna della Tosse a Firenze, è iniziato con questo ricordo.
Il testo riportava la cronaca di un evento che aveva coinvolto una chiesa battista italiana nel 1982 quando un giovane omosessuale dichiarato, aveva chiesto di essere ammesso al battesimo. Nelle chiese battiste il battesimo è una confessione di fede in Cristo amministrato ai credenti adulti.
Era la prima volta che una comunità battista italiana si trovava davanti a questo dilemma. Il “caso Oppo” – così sarebbe in seguito stato ricordato – avviò nelle chiese dell’Unione battista un acceso dibattito e la chiesa interessata andò qualche anno dopo incontro ad una divisione. Fabrizio fu poi battezzato nel 1986 ed è stato da allora membro attivo e stimato della chiesa di Cagliari.

Ma questa tormentata vicenda ha senza dubbio aiutato i battisti italiani a dibattere il problema dell’inclusione dei credenti omosessuali nella vita delle chiese nella giusta maniera, cioè non ideologicamente, in astratto, ma a partire da persone concrete che bussano alle porte delle comunità chiedendo con semplicità di farne parte senza pregiudizi.

Da allora molte cose sono cambiate. Oggi la presenza di persone omosessuali nelle chiese battiste, e anche in quelle valdesi e metodiste, non è cosa rara e c’è stato anche qualche caso di pastori omosessuali che ha creato qualche turbamento e qualche protesta in altre Unioni battiste europee, particolarmente in quelle dell’est.
Anche nel protestantesimo internazionale, infatti, il problema di una lettura fondamentalista ed omofobica della Bibbia non è affatto superato. C’è molta strada da fare, ma le cose cambiano e cambieranno ancora.

Oggi nelle chiese valdesi e metodiste è possibile la benedizione delle coppie omosessuali ed è una prassi possibile anche nelle chiese battiste. In quest’ultimo caso, però, data l’organizzazione congregazionalista del battismo, la liturgia di benedizione in un culto pubblico può essere officiata soltanto su decisione della singola chiesa locale interpellata per l’occasione.
E non bisogna sottovalutare il fatto che queste posizioni aperte non sono sempre scontate, particolarmente perché molte chiese hanno accolto in questi ultimi decenni credenti evangelici immigrati, provenienti da paesi europei ed extraeuropei dove le chiese cristiane evangeliche sono meno preparate ad una reale accoglienza.

L’ascolto, l’incontro, la conoscenza ravvicinata dell’esperienza di omosessuali e transessuali credenti può davvero fare la differenza.
Pertanto è stato proposto di moltiplicare incontri su questo tema a carattere ecumenico nelle diverse realtà ecclesiali della città di Firenze. Essere uniti rende più forti perché crea legami di affetto reciproco e amicizia che oltrepassa ogni confine.

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* Anna Maffei, Pastora della chiesa Battista di Firenze, è stata presidente dell’Ucebi (Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia) fino al 2010.