Come prete ecco cosa ho compreso dall’incontro con un gruppo di cristiani LGBT

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Abstract dell’intervento tenuto da don Andrea Bigalli* all’incontro-confronto “Le strade dell’amore. Cura pastorale e giustizia sociale per le persone omosessuali e transessuali” (Firenze, 8 novembre 2015)

I modi con cui, in questi anni, chi ha voluto ha potuto incontrare la realtà del gruppo Kairos (il gruppo di cristiani Lgbt di Firenze) sono molteplici. Incontri di spiritualità e catechesi, presentazione di libri, celebrazioni eucaristiche, momenti di discussione, accoglienza o semplicemente di convivialità. Tutte queste circostanze mi hanno dato la contentezza di conoscere e ritrovare quelli e quelle che nel frattempo sono diventati amici ed amiche ma, nel contempo, di assaporare un senso di ecclesialità che raramente ho compreso presente con la stessa forza e la stessa convinzione in altri ambienti cattolici.

Paradossale per qualcuno constatarlo proprio in un ambito in cui si trovano persone che molti, troppi, cattolici vorrebbero fuori dall’ambito della comunità e che lo stesso mondo omosessuale fatica a capire in questa ostinazione a sentirsi in comunione con un ente che, in una sua parte, corrispondente sovente anche alla maggioranza dei vescovi, non dà prova di volontà di accoglienza nei loro confronti.

Accolto con amicizia nel gruppo Kairos, ho in questo contesto avuto modo di ripensare la mia identità ecclesiale (e non solo) uscendo rafforzato nella convinzione di essere parte della Chiesa, pur sentendomi anche io ai margini, sia pur per motivazioni diverse (ma in fondo, si è comunque esclusi per la diversità; nel mio caso di sentire sociale e pastorale. Comunque vada è la comunione degli esclusi dagli uomini, ma non certo da Dio).

Tra le opportunità citate in apertura a questa mia riflessione aggiungiamo pure gli incontri pubblici, come quello che vivremo domenica 8 novembre nella parrocchia fiorentina della Madonna della Tosse. Sarà un’occasione ulteriore per celebrare, non liturgicamente, ma nel dialogo e nella riflessione comune, il Dio della Vita e dei Viventi, che gode per la gioia radicata nell’amore delle sue figlie e figli e soffre quando vengono marginalizzati, oppressi, fatti oggetto di pregiudizio, discriminazione e violenza.
Una opportunità in più per capire che la verità della Chiesa non è definire confini lungo cui espellere qualcuno, ma definizione di percorsi e strade attraverso cui giungere alla Gerusalemme dello Spirito, che segna l’approdo di quanti hanno cercato la Verità e l’hanno vista corrispondere all’Amore.

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* Andrea Bigalli è prete diocesano dal 1990, parroco di Sant’Andrea in Percussina, a San Casciano val di Pesa (Firenze) dal 1999. Giornalista pubblicista, referente regionale di Libera. Accompagna da alcuni anni il cammino umano e spirituale del gruppo Kairos.