Da uomo a donna. Finalmente Roberta

Lettera a me stessa* scritta da Roberta, persona MtF**, del gruppo Kairos di Firenze

Cara Roberta, eccomi qui a scriverti e parlarti, ma è già da un po’ che lo facciamo, come non lo abbiamo mai fatto in tutti questi anni in cui sei vissuta solo dentro di me. Questo perché ci sono stati dei momenti in cui ti ho nascosta dietro un’angolo, per non ferire gli altri e chi ti stava accanto, i compagni che hai avuto, la famiglia, invece era te che ferivo e questo era ancora peggio; mentre in altri momenti ti ho esposta tanto da farti essere solo la donna da show o il desiderio di una notte o anche meno, non chiedendoti mai chi eri davvero e cosa volevi per te.
Ma ora eccoti finalmente uscire dal bozzolo in cui ti ho chiusa ed è ora che inizia la tua vita, perché finalmente ti ho fatto delle domande e hai avuto la possibilità di rispondere, non per esporti solo per la sensualità, che sono sicura non perderai mai ma che per anni ha prevaricato su chi sei davvero, ma per vivere questa vita che hai sempre desiderato vivere, come sei oggi e come diventerai, una donna migliore.

Il tuo passato non lo hai mai vissuto, almeno non a pieno come hai scelto di fare adesso e per sempre, ma tante cose sono successe, tante cose che ti hanno cambiato e reso la donna di oggi. Hai vissuto in un passato di scorci di tempo così brevi tra loro, fatti solo di un mondo considerato “a parte”, non convenzionale. Ricordo la scelta che hai fatto in Belgio, dopo che qualcuno ti ha ferita, e come per quella scelta ti eri esposta, giorni e notti passati in esposizione in quel mondo considerato “a parte”, non convenzionale.

Ma il tuo presente è diverso Roberta, è fatto di tante novità e di una vita in salita, riesco a vedere il tuo presente ed il tuo futuro. Prima ti guardavo allo specchio e vedevo buio, non immaginavo come e cosa sarebbe stata la tua vita fra 10 anni, come se si dovesse fermare prima, o vedevo un mostro. Ma ora vedo tante luci, vedo te e ciò’ che sarai. Per questo è bello poterti parlare adesso, in queste righe, perché adesso hai la maturità e la consapevolezza di cosa vorrai essere e la forza e il coraggio di affrontare tutto quello che verrà, per diventarlo.

La tua vita è cominciata adesso, è cominciata il 24 aprile 2014 quando lo psichiatra che emette la diagnosi ed il timbro per l’ok (all’inizio della terapia ormonale), ti ha confermato che la tua è una “disforia di genere”, che sei stata sempre una femmina. Questa parola “femmina” è più che dire “donna”, soprattutto se detta da un dottore. E’ una liberazione ed una rinascita perché nessuno potrà più dirti che sei un mostro, ma soprattutto che ti sarà permesso di riprenderti e di vivere la tua vita, perché il percorso può’ andare avanti e potrai essere sottoposta al trattamento ormonale.

Non dimenticherai mai la faccia di quel dottore, quando te lo ha detto, e quello che hai sentito dentro di te. Stavi per piangere e ti sei dovuta fermare un’attimo per trattenerti. Che fantastica emozione, vero Roberta? Ti sei sentita muovere tutto dentro. Una tua amica è rimasta sorpresa da come, già la seconda volta, quel dottore ti ha dato la diagnosi perché lei, e a volte tante altre che fanno il percorso di transizione, aspettano mesi prima che gli venga autorizzata la terapia ormonale. Forse è stato così perché tu sei stata e ti sei sentita sempre femmina, l’hai sempre saputo e qualcuno te lo ha sempre detto, ma finalmente qualcuno se n’è accorto, quel qualcuno che ti ridarà la vita. Per questo oggi vorrei che vivessi questo cammino in modo sereno e senza complicazioni, che ricostruissi pezzo per pezzo la tua vita per renderla migliore, goderti ogni cambiamento che il tuo corpo e la tua mente subirà. Vorrei che ti realizzassi a livello personale, lavorativo e sociale.

Il tuo presente è anche con Giovanni, il tuo compagno, che ti ha conosciuta in quel mondo “a parte”, che in un certo modo fa parte anche del tuo passato, passato in cui avevi due maschere, quella che la società e la famiglia voleva che portassi e quella della “femme fatale”, della sensualità femminile incarnata in un corpo non biologicamente di donna da conquistare, o semplicemente da usufruire per un giusto tempo. Ma lui non riusciva a vedere, né a capire il tuo desiderio di vivere e del perché la tua presenza prevalesse tanto, tanto da farlo irritare, non se ne faceva capace.
Era da “femme fatale” che aveva visto ed era lei che aveva voluto conoscere, prima il tuo corpo e le tue sinuosità erano saltate ai suoi occhi. Voleva incontrarti senza immaginarsi il resto e di cosa c’era dietro, così dopo essere stato con la maschera della società avevo deciso di allontanarlo da me per proteggermi, perché non potesse farmi del male, come quello che mi hanno fatto gli altri.
Perché senza volerlo me ne stava facendo e non capivo perché, non capiva neanche lui perché, seppur avesse desiderato quella femme fatale con quel corpo in evidenza, dopo che si è “dannato un po’” finalmente Roberta ti ha vista. Gli hai dato la possibilità, vi siete rimessi insieme e sta cercando di imparare a capirti e a capire, a starti vicina, a viverti, perché sei tu che adesso devi vivere, perché la mia vita è la tua vita Roberta e non due diverse. Allora forza vivila e combattila con forza e coraggio, anche con chi cercherà di piegarti per la tua scelta, ma so’ che tu non ti piegherai mai e se dovessi farlo troverai subito la forza di risalire.

Sei sempre stata forte, le tue sofferenze di questi ultimi 13 anni sola e lontano sono state la tua scuola di crescita. So’ che la fine di questo percorso ti porterà la felicità che da anni desideri, che ti farà dimenticare tutta la sofferenza fisica o mentale che incontrerai durante la tua rinascita. Per questo so’ che ora sei pronta. Vorrei che ti svegliassi una mattina per scoprire che tutte le situazioni difficili e negative che stai vivendo ora fanno parte solo di un brutto sogno durato un po’ di più di una notte, ma poi ricordo che questo rende le persone forti e adulte come hanno reso te.
Vorrei che potessi vivere questi momenti insieme a Giovanni, il tuo compagno, vorrei che a volte fra di voi non fosse così difficile e complicato capirvi, perché a volte è davvero complicato farlo. Ma poi quando ti senti sconfortata di do’ “una botta” e ti ricordo che anche per lui è una vita nuova, che devi dargli ancora un po’ di tempo. Vorrei per voi che anche Giovanni trovasse la sua strada e si realizzasse, per un’ equilibrio ed una maturità.

Proprio perché fra voi non fosse a volte così difficile, vorrei che con te fosse diverso, ma so’ che è difficile cambiare qualcuno. Vorrei che lui, più di quello che stà facendo, ti ascoltasse.
Vorrei che capisse e leggesse dietro le tue parole, che capisse di come e del perché vedete le cose in modo così diverso, per le vostre vite vissute così diversamente, a causa delle tue scelte così forti fatte anche su te stessa; che capisse perché la tua vita passata a volte ti rende così diversa oggi, ma non arrabbiandosi, ma ricordandosi dei tuoi 16 anni che stai affrontando.
Lui tiene nella sua mente l’immagine in una foto in cui dice che sembri una ragazzina, gli piaci molto ed è proprio quella foto che piace a molti uomini perché in quell’immagine ti si vede, sei riflessa negli occhi di quella foto, sei tu, anch’io è da li che ti ho riconosciuta, ecco vorrei che si ricordasse dei tuoi 16 anni da ragazzina, come fà in quella foto e non solo per la femme fatale che appari, spero per te che impari a vederla.

Per il resto vorrei rimanesse con te così com’è, gli devi molto e non glielo dici mai, vorrei che un giorno riuscirai a dirgli ciò’ che desidera sentirsi dire, fagli capire quanto conta per te. Ha tante qualità ed è un’ uomo molto buono e dolce, e questo lo sai. Per il tuo futuro vorrei che: “i vorrei di oggi fossero le premesse per il tuo futuro”; vorrei e mi auguro che la tua famiglia impari ad accettare te e la scelta che stai affrontando, che non ti tolgano mai l’affetto che ti hanno dato, solo perché hai scelto di essere te stessa e che tua madre, un giorno, possa riavvicinarsi a te senza doverti considerare un mostro; vorrei che trovassi un pezzo della tua felicità anche con loro; vorrei vedere in un futuro la donna che hai scelto di essere, realizzata nel lavoro, per quello che sarai e fiera della tua scelta; vorrei vederti accanto all’uomo che sceglierà di amarti per come sarai, anche con la pazzia dei tuoi 16 anni.

Per questo vorrei che in futuro le cose con il tuo Giovanni migliorassero, perché sia lui quell’uomo con cui fare progetti insieme. Progetti di una casa insieme per dividere un pezzo di vita insieme, ma soprattutto per essere una donna matura e migliore. Quella che sarai. E’ così immagino il tuo futuro cara Roberta, voglio vederti come una donna che all’età di 35 anni ha preso la sua vita in mano ed ha scelto cosa farne.
Ti auguro di avere la felicità che ti sei sempre negata o che ti sei fatta negare dagli altri, ti auguro di essere serena, forte e migliore. Ti auguro di trovare la giusta felicità con Giovanni. Ti bacio forte Roberta, ora non andrai più via, non dovrai più spogliarti dei tuoi abiti o “esporti” per esistere, perché ora la vita è tua… e la potrai vivere tutti i giorni della tua vita. Per sempre.

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* Questa lettera a me stessa l’ho scritta un’anno fa, quando mi è stata accertata la diagnosi di “disforia di genere” al reparto Cubo dell’Ospedale di Careggi di Firenze, quando tutto è iniziato.

** MtF o M2F (sigla dell’inglese Male to Female) indica una persona che effettua una transizione con il suo corpo da maschio a femmina. In inglese si dice anche transwoman o trans woman, cioè donna trans. Talvolta in italiano viene usato anche il termine “neodonna” (nuova donna), per riferirsi a trans operate. Esiste anche il caso inverso, da donna a uomo (FtM).

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