Noi credenti LGBT ad Assisi sulle orme di S. Francesco

Riflessioni di Filippo del gruppo Kairos
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“Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno…..” così recita un verso della canzone di San Damiano tanto cara alla tradizione francescana che ha accompagnato i credenti omosessuali di kairos e del forum Gabriel nella due giorni assisana sulle orme di Francesco.
Perché la spiritualità del santo poverello affascini tanto i cristiani di tutto il mondo non è difficile da capire forse più sorprendente può apparire la naturale attrazione che il messaggio di Francesco esercita anche sui credenti LGBT. In fondo però a pensarci bene non è molto complicato da spiegare; Francesco per gli uomini del suo tempo, e un po’ anche per noi oggi, è un folle, un visionario che rifiuta gli schemi imposti dalla società per seguire la voce del Crocefisso che lo invita a riparare la Chiesa in rovina. È un uomo che, come tanti di noi credenti omosessuali, nel buio e nel silenzio ha cercato Dio, urlando nella notte silenziosa di una Società e di una Chiesa che per lui come per noi spesso non fornisce risposte.

Non si spiega altrimenti la commozione evidente che ci ha colti tutti nel ripercorrere i luoghi lungo le sue orme. E sui suoi passi ci siamo incamminati lungo la strada con in testa la sua stessa insistente domanda “Altissimo Signore cosa vuoi da me?” .
Da Francesco, giovane rampollo della borghesia avviato ad una vita di lussi e piaceri Dio ha voluto che rinunciasse a tutto per fare della sua esistenza una lode incessante al Creatore e all’Universo. E a noi credenti omosessuali che cosa chiede?

Fino a poco tempo fa non avrei saputo rispondere a questa domanda. Semplicemente ci chiede di amarci ed accettarci per quello che siamo e di diventare nella famiglia, nel lavoro, nella società “strumenti della sua pace”.
Quante volte in questi due giorni abbiamo scherzato attraversando in gruppo le strade di Assisi, mescolandoci ai fedeli nelle chiese, partecipando alla messa in Basilica superiore, sulla nostra condizione di credenti omosessuali.

All’apparenza solo un eterogeneo e “normalissimo” gruppo di turisti o pellegrini in visita, in realtà un pezzo della Chiesa che ufficialmente non c’è. E pure guardandoci girare per i luoghi del santo non ho potuto fare a meno di pensare che eravamo proprio come Francesco e Nostro Signore ci avrebbero voluti: sorelle e fratelli in cerca di una pace interiore che solo da Dio può provenire.

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