In nome dell’amore. La mia veglia contro l’omofobia

Riflessioni di Anna Maria del gruppo Kairos

Sono arrivata a Kairos a Gennaio 2011, dopo un percorso sofferto e faticoso. Incontrare altre persone con il mio stesso sentire, gli stessi interrogativi e la mia affettività è stato davvero un dono di Dio, un portone che si è spalancato verso un sentiero nuovo ed affascinante.
Forse per questo dopo soli pochi mesi decisi di portare la mia testimonianza alla veglia in memoria delle vittime dell’omofobia che in quell’anno per la prima volta si teneva a Firenze in una Chiesa cattolica: ricordo l’emozione di salire all’ambone, di leggere davanti a tutti parole per me così cariche di significato, le mie fatiche e i passi carichi di speranza che stavo piano piano facendo. Emozione, liberazione, testimonianza per altri fratelli e sorelle ancora chiusi nel dolore e nella paura.
Da quell’anno ho sempre partecipato attivamente alla preparazione e all’organizzazione della veglia: ci credo davvero tanto.

E’ un’occasione pubblica per pregare insieme per chi ha sofferto, per chi è stato ucciso solo e soltanto in quanto omosessuale o transessuale; pregare per chi non si rende conto del dolore che creano illazioni ed ingiurie, pregare perché, in nome di Dio, vinca davvero l’amore. A Firenze la veglia è ecumenica, partecipano comunità e pastori di varie chiese cristiane: anche questo è segno di amore, di comunione e di fraternità.

In questi anni tante persone hanno partecipato alla veglia, omosessuali ed eterosessuali: personalmente conosco storie di miei amici che non avevano capito, non avevano colto il senso del mio impegno e delle mie parole fino alla partecipazione alla veglia. La preghiera apre il cuore, illumina la mente.
Per questo è importante, per questo a Maggio è fondamentale per il nostro paese la presenza forse silenziosa di tante comunità che ci aprono le porte e che pregano semplicemente con noi in nome del Signore.

In nome dell’Amore.

 

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