Gesù nella notte della sua morte (Gv 19, 16–18, 30–34, passim)

Riflessioni bibliche di Federico del Gruppo Kairos lette alla Veglia ecumenica di preghiera del Venerdì Santo della Parrocchia della Madonna della Tosse del 18 aprile 2014
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Sopra la croce di Gesù – nelle due lingue del mondo di allora, il greco e il latino, e nella lingua del popolo eletto, l’ebraico – c’è scritto chi è: il Re dei Giudei, il Figlio promesso di Davide. Pilato, il giudice ingiusto, è diventato profeta suo malgrado.
Davanti all’opinione pubblica mondiale viene proclamata la regalità di Gesù. Gesù stesso non aveva accettato il titolo di Messia, in quanto avrebbe richiamato un’idea sbagliata, umana, di potere e di salvezza.
Ma adesso il titolo può stare scritto lì pubblicamente sopra il Crocifisso. Egli così è davvero il re del mondo. Adesso è davvero “innalzato”.
Nella sua discesa egli è salito. Ora ha radicalmente adempiuto al mandato dell’amore, ha compiuto l’offerta di se stesso, e proprio così egli ora è la manifestazione del vero Dio, di quel Dio che è l’amore.
Ora sappiamo chi è Dio. Ora sappiamo com’è la vera regalità. Gesù prega il Salmo 22, che comincia con le parole: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Sal 22, 2).
Assume in sé l’intero Israele sofferente, l’intera umanità sofferente, il dramma dell’oscurità di Dio, e fa sì che Dio si manifesti proprio laddove sembra essere definitivamente sconfitto e assente.

La croce di Gesù è un avvenimento cosmico. Il mondo si oscura, quando il Figlio di Dio subisce la morte. La terra trema. E presso la croce ha inizio la Chiesa . Il centurione romano riconosce infatti e capisce che Gesù è il Figlio di Dio. Dalla croce egli trionfa, sempre di nuovo.

Gesù cosi muore, il suo cuore viene trafitto dalla lancia del soldato romano e ne escono sangue e acqua: misteriosa immagine del fiume dei sacramenti, del Battesimo e dell’Eucaristia, dai quali, in forza del cuore trafitto del Signore, rinasce, sempre di nuovo, la comunita’ dei credenti.
A lui non vengono spezzate le gambe, come agli altri due crocifissi; così egli si manifesta come il vero agnello pasquale, al quale nessun osso deve essere spezzato (cfr. Es 12, 46). E ora che tutto è stato sopportato, si vede che egli, nonostante tutto il turbamento dei cuori, nonostante il potere dell’odio e della vigliaccheria, non è rimasto solo.

I fedeli ci sono. Sotto la croce c’erano Maria sua Madre, la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa e Maria di Màgdala e il discepolo che egli amava. Ora arriva anche un uomo ricco, Giuseppe d’Arimatèa: il ricco trova come passare per la cruna di un ago, perché Dio gliene dona la grazia.
Seppellisce Gesù nella sua tomba ancora intatta, in un giardino: dove viene sepolto Gesù il cimitero si trasforma in giardino, nel giardino dal quale era stato cacciato Adamo quando si era staccato dalla pienezza della vita, dal suo Creatore.  Il sepolcro nel giardino ci fa sapere che il dominio della morte sta per finire.

Sopra l’ora del grande lutto, del grande ottenebramento e della disperazione, sta misteriosamente la luce della speranza. Il Dio nascosto rimane comunque il Dio vivente e vicino. Il Signore morto rimane comunque il Signore e nostro Salvatore, anche nella notte della morte. .. Una morte che Lui sta sconfiggendo proprio con la sua morte e trasformando in una vita piena e senza fine…

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Le guardie presero Gesù; giunsero al posto chiamato “Cranio” e lo inchiodarono alla croce; con lui crocifissero altri due. Poi Gesù, sa-pendo che tutto era compiuto, disse: “E’ compiuto.” Abbassò il capo e morì. Era la vigilia della festa: le autorità ebraiche non volevano che i corpi rimanessero in croce durante il giorno festivo. Perciò chiesero a Pilato di far spezzare le gambe ai condannati e far toglie-re di lì i loro cadaveri. I soldati andarono a spezzare le gambe ai due che erano stati crocifissi con Gesù. Poi si avvicinarono a Gesù e vi-dero che era già morto. Allora non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli trafisse il fianco con la lancia. Subito dalla ferita uscì sangue ed acqua“. (Gv 19, 16–18, 30–34, passim)

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