Con occhi nuovi. Cosa ho imparato vegliando per i martiri dell’omofobia

Testimonianza di Filippo di Kairos

Che impressione la mia prima veglia per le vittime dell’omofobia. Era il maggio del 2012 da pochi mesi mi ero accostato alla realtà del mondo dei credenti omosessuali iniziando a frequentare gli amici di Kairos a Firenze. Tutto sembrava per me ancora molto confuso, anche se infondo al tunnel cominciava a vedersi una lucina. Partecipare a quella preghiera collettiva mi sembrava solo un modo carino per passare un po’ di tempo ……
E che terremoto di emozioni si rivelò invece. La nostra chiesa della Madonna della Tosse che pian piano si andava riempiendo di varia umanità; famiglie con bambini, i ragazzi del catechismo, gli scout del CNGEI.
Comincia la veglia; tra canti, momenti di silenzio e brani del vangelo si alternano le riflessioni e le preghiere dei vari gruppi di credenti. Cattolici, protestanti, scout, etero, gay. Mi accorgo solo in quel momento che li proprio difronte ai miei occhi si sta realizzando uno straordinario momento di ecumenismo.

Si materializza come per incanto l’autentica missione di quella Chiesa universale (cattolica per l’appunto ), che Cristo ci ha lasciato come compito, e che non esclude nessuno.
Certo la circostanza che ci ha riuniti non lascia dubbi sul lungo cammino che ancora c’è da fare. E le testimonianze vicine e lontane di discriminazioni nei confronti delle persone LGBT toccano corde profonde; Mario, il ragazzo tradito e deluso dal suo migliore amico che gli manifesta tutto il suo disprezzo dopo aver appreso della sua omosessualità, Sara e Patrizia, insultate ed aggredite in una spiaggia perché “riconosciute” come lesbiche.

Di tanto in tanto gli occhi si alzano dal foglio delle letture per cercare conforto nel crocifisso dietro l’altare. E in fondo a loro è andata ancora bene. Le realtà di molti paesi extra europei dove l’omosessualità è un reato penale sprofonda in uno sconforto che richiama tutte le nostre peggiori paure.
Ma poi arriva la storia di una coppia non più giovane che tra mille difficoltà condividono la vita da oltre vent’anni; il racconto dell’ultimo incontro con il papà di uno di loro poco prima della sua scomparsa è il segno più significativo di come l’amore e la comprensione siano più forti di ogni pregiudizio. Tocca anche a me leggere un brano di un testo di Rabindranath Tagore “…guardo la folla dei fratelli e chiedo un posto in mezzo a tutti”. Anche se ancora non ho ben compreso qual è il mio di posto.

Termina la serata e non posso fare a meno di trarre una considerazione; ci eravamo riuniti in quel luogo per pregare per tutti gli uomini e le donne che hanno subito e subiscono ancora forme grandi e piccole di discriminazioni solo per essere quelle che sono. Un doveroso ricordo e omaggio per loro; e pure uscendo dalla chiesa sento che sono loro con le proprie testimonianze vive e sofferte che ci hanno fatto il regalo più grande.

Con questo spirito ho proseguito e tuttora proseguo il mio cammino di credente omosessuale; forse timidamente i segni di tempi nuovi che avanzano cominciano a profilarsi all’orizzonte. Continueremo a pregare uniti sino a quando le nostre veglie non si trasformeranno in momenti di ringraziamento al Signore per aver convertito le menti e i cuori dei nostri persecutori.

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Giovedì 15 maggio 2014 ore 21

Veglia ecumenica di preghiera per ricordare le vittime dell’omofobia

Chiesa Parrocchiale della Madonna della Tosse, Largo Adone Zoli, 1, Firenze (Vedi mappa)