Contro l’omofobia “Bisogna formare il cuore. Altrimenti formiamo piccoli mostri”

Riflessioni di Pietro del gruppo Kairos
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Siamo alle solite… la solita terribile sensazione di perder tempo a rispondere a certe provocazioni. La stessa sensazione che si ha sparando un colpo verso un nemico apparentemente forte ma in realtà già sconfitto dalla storia.
Questo convegno organizzato a Firenze da Manif pour Tous (ndr per contestare la legge contro l’omofobia) sa già di morente, d’inutile e la figura di Papa Francesco evidenzia in modo lacerante i limiti di questa parte di cattolicesimo, fintamente irenica ma in realtà piena di aculei, atti a dividere anziché unire non solo la società ma la stessa Chiesa. Di per sé il silenzio sarebbe la migliore risposta. Lascerei rispondere Dio (lo sta già facendo con Francesco) alle provocazioni infelici contenute nel loro manifesto. In realtà stanno semplicemente generando le prossime motivazioni di scuse della chiesa cattolica.

Come gay credente scrivo questa breve riflessione solo per non sembrare di sottovalutare troppo la questione e sperando che prima o poi, in un sussulto di vero orgoglio cattolico (universale), qualcuno che conta inizi a prendere le distanze in modo fermo, da certe manifestazioni ideologiche ormai datate.

A volte credo che molti, per giustificare la propria esistenza di cattolici, debbano trovare il grande nemico da combattere e ci si buttano con uno zelo degno di miglior causa. Specialmente se si tratta di minoranze. Perché prendersela con chi è forte è pericoloso, prendersela con chi è debole è molto più semplice.
Una sorta di chiamata alla guerra, Golia che vuole eliminare Davide. Ma noi sappiamo come andò a finire. Dio sta sempre dalla parte dei deboli, che pregano che tutto questo astio secolare in nome di Dio, prima o poi scompaia.

Leggendo il loro manifesto la mia fede resta scossa. Pur consapevole della loro sconfitta in quanto portavoce di un Dio ideologico, che poco c’entra con il volto di Dio misericordioso mostrato da Gesù, certamente fa pensare come molti cattolici si trovino così bene in movimenti che vogliono mantenere in uno stato di minorità persone che si trovano già in una condizione di debolezza sociale oggettiva (Papa Francesco parla di “feriti sociali”), e tutto questo in nome di Dio. Questo sì che è un peccato grave che dovrà essere scontato.

La legge contro l’omofobia vorrebbe semplicemente aggravare la posizione di chi per omofobia fa del male o uccide qualcuno. Non nega la libertà ma chiarisce che nell’ambito della libertà personale non è possibile incitare all’odio verso le persone omosessuali.
A questi cattolici spiace non poter incitare all’odio verso i gay? Se è così che cristianesimo è mai questo? A quali principi di amore e misericordia si ispira questa visione delle cose? Di famiglia non se parla nella legge varata in parlamento. Tra l’altro sono stati tolti i riferimenti all’orientamento sessuale e qualunque aggravante. E ancora questi organizzano convegni contro una legge già sterilizzata in parlamento?

Oppure temono chissà quali derive morali dall’avvento di questa legge a tutela dei gay, quindi nulla deve essere detto e fatto a favore dei gay perché poi non si sa dove si arriva. Ma quante volte in nome di simili ragionamenti certi cattolici si sono messi di traverso tentando inutilmente di fermare il cambiamento invece di accompagnarlo alla luce del Vangelo?

O ancora peggio non vogliono che se parli perché certe questioni non devono semplicemente esistere? Concludo con le parole di Papa Francesco: “Bisogna formare il cuore. Altrimenti formiamo piccoli mostri”.

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