Quell’abbraccio d’amore spezzato dall’omofobia

Riflessioni di Filippo del gruppo Kairos di Firenze

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Quante volte al giorno capita a tutti noi per strada, sui mezzi pubblici, all’uscita di una scuola, di incrociare con lo sguardo un ragazzo e una ragazza che si scambiano un abbraccio, un bacio, o semplicemente che si tengo per mano. Una scena che suscita in molti un senso di tenerezza per quella esplicita e in molti casi senza pudore manifestazione d’amore a cui ormai non fa più caso nessuno; confesso capita spesso anche a me.
Ma la dolcezza del pensiero generato lascia quasi subito il posto ad un interrogativo che cancella di colpo e bruscamente la poesia del momento. E se fossero due ragazzi o due ragazze a fare lo stesso?

Per molto meno in questo nostro bellissimo e ultimamente sempre più disgraziato paese si finisce insultati o aggrediti e non per l’inappropriatezza del gesto in se o del luogo, ma perché a farlo sono due persone dello stesso sesso.

Chi si oppone al disegno di legge Scalfarotto sul contrasto all’omofobia, adducendo il pericolo di una limitazione del diritto di critica dimentica o fa finta di non sapere che le norme che si stanno approvando servono per contrastare e punire in maniera più efficace le aggressioni contro le persone GLBT, che, è bene sottolinearlo ancora una volta, non hanno, e non possono essere accusate di avere altra colpa se non di essere se stesse.
Certo che il nostro è proprio uno strano paese nel quale nessuno vuol prendersi la responsabilità delle azioni che compie: stiano pur tranquilli tutti coloro che per ignoranza, cattiva educazione o malafede, vorranno continuare a praticare lo sport di prendersela con gay, lesbiche e trans potranno sempre farlo.
Anche perché purtroppo, da che esiste il mondo, nessuna legge è mai riuscita a cambiare la testa della gente, ma che almeno se ne assumano le conseguenze.
Figurarsi poi se in Italia, dove a pochi anni dalla fine del regime fascista e dell’abrogazione della monarchia la democrazia ha permesso e l’opinione pubblica tollerato che in parlamento fossero rappresentati due movimenti politici, quello monarchico e quello missino, che si richiamavano esplicitamente a quelle tragiche esperienze, si impedirà mai a movimenti culturali, religiosi o politici di esprimere il proprio dissenso.

Quanto poi alla pretesa tutela del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre esplicitamente richiamato nel volantino di convocazione della manifestazione fiorentina siamo nel surreale; le famiglie mono-genitoriali o composte da genitori dello stesso sesso sono già una realtà anche in Italia. Sempre più spesso i tribunali dei minori di questo paese affidano ragazzi in difficoltà temporanea a coppie gay o lesbiche.

Anche in questo caso non è fuori luogo richiamare un recente episodio della nostra storia: alla vigilia dell’approvazione della legge sul divorzio molti autorevoli psicologi evocarono il pericolo che dalle future famiglie “spezzate” potessero uscire generazioni di figli caratterialmente e mentalmente disturbati. Mi sembra che il tempo abbia fatto giustizia anche di questo pregiudizio.

Ma l’aspetto più aberrante delle tesi sostenute e che mi atterrisce come cittadino ed educatore è il richiamo “alla tutela dell’educazione scolare dall’imposizione dell’ideologia di gender”.
Educare e crescere le nuove generazioni al rispetto della diversità di ogni genere è un dovere primario di una società di donne e uomini liberi. Far comprendere loro che esistono differenti orientamenti e identità tutte ugualmente “naturali” è garanzia di una crescita equilibrata e corretta di ogni individuo.
L’omofobia è una malattia dell’anima come lo è la discriminazione nei confronti di ogni diversità. Combatterla è un obbiettivo primario di ogni consorzio umano degno di questo nome.

A tutti i partecipanti alla manifestazione che domenica si troveranno difronte ad una candela accesa e con un libro in mano auguro buona lettura: se poi il testo come consigliato dagli organizzatori fosse la Bibbia rammento sommessamente che esso è stato di superba ispirazione per molte generazioni di uomini che ne hanno fatto la loro guida…
Certo è vero anche che in questa stessa città, qualche secolo fa, folle intossicate da una insensata ideologia che diceva di richiamarsi all’autentico spirito evangelico si sono abbandonate alle più turpi violenze. La luce del mondo ogni tanto si spegne…

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