Nel nome del Padre. Per i cristiani l’omofobia non è un’opinione

Comunicato del gruppo Kairos del 20 gennaio 2014
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Se in Italia un ragazzo di colore cammina per strada e qualcuno lo insulta lo Stato condannerà l’aggressione, considerando il “RAZZISMO” una giusta aggravante. Perché ricordiamo questo? Perché se una persona gay, lesbica o transessuale oggi viene derisa o insultata in Italia, semplicemente perché si permette di vivere la propria affettività alla luce del sole, NON accade nulla…
La proposta di legge Scalfarotto, che è in discussione in parlamento, vuole semplicemente inserire tra le discriminazioni possibili (razza, genere, religione) anche l’omosessualità ed inserire l’aggravante delle aggressioni omofobe. Cosa ci può essere di tanto sbagliato? Tanti omosessuali vorrebbero semplicemente essere liberi di vivere, esistere, amare.
Ma per alcuni esponenti politici e dell’associazionismo cattolico integralista, riunitisi a Firenze il 20 gennaio 2014 in un convegno a porte chiuse, questa legge metterebbe «seriamente in pericolo la libertà di opinione» e porterebbe alla «demolizione della famiglia naturale» e all’imposizione «dell’ideologia gender».
Le donne e gli uomini di Kairòs, il gruppo dei cristiani omosessuali fiorentini, vorrebbere chiedere ai cattolici che sostengono queste idee: “ma siete proprio sicuri che l’omofobia sia un’opinione? Perché ritenete che una maggior tutela di gay e lesbiche dalle violenze omofobe possa minacciare la famiglia, l’infanzia e la società?
A loro vorremo dirgli che come cristiani siamo feriti quando li sentiamo affermare le loro opinioni “in nome di Dio!”, ma “di quale Dio?”.
Il Dio che conosciamo e in cui crediamo non punta il dito e non spara giudizi, perché ci ha creato così. Il Dio in cui crediamo accoglie, ascolta, legge le storie delle persone e non ragiona per sterili categorie.

Purtroppo certe loro affermazioni sono solo frutto di cecità e  ipocrisia, siamo davvero stanchi di doverle ancora combattere. Chiediamo perciò l’aiuto di tutti… E’ tempo di uscire per le strade tutti insieme perché solo uniti, omosessuali ed eterosessuali, credenti e non, potremo testimoniare al mondo la bellezza e la complementarietà di ogni differenza. E’ tempo di cominciare a camminare insieme!
Per questo motivo il 17 maggio (giornata internazionale contro l’omofobia) veglieremo in preghiera, per il settimo anno consecutivo, in una chiesa di Firenze per ricordare ancora una volta, con tanti credenti di buona volontà, le tante, troppe vittime della violenza dell’omofobia perché “Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre” (1Giovanni 2,9)

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