Nel nome del padre (Romani 8, 26-28)

« Spesso quando inizio la preghiera apro il testo della lettera ai Romani, là dove si dice che nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare (cf 8,26a) e dico: Signore, vedi che non so pregare.  Però tu hai promesso lo Spirito in aiuto alla mia debolezza e lo Spirito intercede per me “con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, perché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (8, 26b-27).
Quindi per me, per noi imparare a pregare vuol dire imparare ad affidarci allo Spirito che ci muove a recitare il Padre Nostro, fino a raggiungere quel bellissimo stato d’animo su cui ho meditato molte volte, in tanti momenti della mia vita: “Non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”(Mt 10,19-20) » (CARLO MARIA MARTINI)

“Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Prendiamoci per mano e  ripetiamo insieme la preghiera che Gesù ci insegnato: “PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI…”

.
IL TESTO> NEL NOME DEL PADRE ((Romani 8, 26-28), testo della Lectio di preghiera del gruppo Kairos realizzata da Matteo, Gino, Alessandro di Roma, Paolo C., Dario e Innocenzo. Tenuta il 14 Gennaio 2014 (file pdf)

Annunci