Cosa farebbe Gesù se fosse invitato a un matrimonio gay?

Riflessioni di John Shore tratte dal sito John Shore.com (USA) del 7 maggio 2013, liberamente tradotte da Simone Ramacci per il Progetto Gionata

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Di recente sono stato invitato a un paio di matrimoni gay. Quindi – essendo cristiano eccetera – mi sono posto la famosa domanda: “Cosa farebbe Gesù?” (che non mi pongo spesso, in realtà, visto che Gesù poteva, per esempio, resuscitare i morti e trasformare l’acqua in vino, mentre io riesco a malapena a trascinarmi fuori dal letto la mattina e/o trasformare l’acqua in caffè. Posso affermare che molte delle Sue possibilità mi sono precluse.)

Chiedermi cosa farebbe Gesù se invitato a un matrimonio gay mi ha ovviamente spinto a guardare il Nuovo Testamento. E lì ho trovato queste affermazioni di Gesù stesso: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà.

Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!” [Matteo 23:23-4] e “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci” [Matteo 23:13] e “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi. [Matteo 23:15] e “Amerai il prossimo tuo come te stesso” [Marco 12:31]

Poi sono andato a controllare dove nella Bibbia Gesù dicesse qualcosa – qualunque cosa – sull’omosessualità, e ho scoperto che passava tanto tempo a parlare di gay quanto ne passo io a parlare dell’ombelico dei cavallucci marini.
Certo, è possibile che Gesù abbia detto molte cose fondamentali sui gay, ma che l’abbia dette quando non c’era nessuno che avesse a portata di mano una piuma di struzzo, un ramoscello, o qualunque cosa usassero come penne a quei tempi.
Il che avrebbe senso, a dire il vero. Se hai mai letto il Nuovo Testamento, saprai che i discepoli di Gesù non erano esattamente dei Mr Perfezione. Erano persone normali, comuni.

Che penso sia un po’ il punto. Gesù sicuramente amava delle persone comuni. In tutto il Nuovo Testamento le uniche persone con cui Gesù si mostri iracondo sono proprio gli “scribi e i Farisei”, contro cui si scaglia nei versetti che abbiamo visto.
Una cosa che spesso dimentichiamo pensando a Gesù, è fino a che punto sia la persona sbagliata a cui rompere le scatole. E non c’è bisogno che passiate molto tempo leggendo il Nuovo Testamento prima di capire che le uniche persone che fanno veramente arrabbiare Gesù sono quelle che pongono il dogma religioso sopra ciò a cui dava più importanza: l’amore di Dio.

Con Gesù puoi lamentarti, mentire, cambiar partito, arrivare tardi, essere avaro, troppo ambizioso, stupido, codardo, ipocondriaco, lamentarti sempre, addormentarti nel momento meno opportuno… puoi non combinare mai nulla di buono, e non sembra che nulla di questo l’offenda minimamente.
Ma poni il dogma prima dell’amore? Trasformi la legge di Dio in un pretesto per negarne l’amore? Allora accidenti, fratello. Ti sei cacciato in un guaio nessuno in questo mondo vorrebbe.

Non sono sicuro di come esattamente siamo arrivati a considerare Gesù un tipo spensierato con la testa fra le nuvole, un sentimentalone. (Non che ci sia nulla di male a essere sentimentaloni! Ho uno zio sentimentalone!). Ma è difficile pensare che sia successo leggendo le notizie su Gesù che si trovano nei Vangeli. Non è il tipo che quelle pagine raccontano.

Gesù fa paura quando lo s’innervosisce. E le persone che lo innervosiscono sono quanti, a nome suo (essendo lui Dio eccetera), si pongono sopra gli altri come giudici bigotti. Penso che sia meglio andare al matrimonio dei miei amici gay. Ho paura a non andarci.
Anche se è certamente vero che in molte delle sue parabole non si capisce cosa Gesù stia dicendo o voglia, non ha certamente esitato su questo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, insieme con “Ama il Signore Dio tuo con [tutto quello che hai”, è – ha dichiarato in maniera esplicita – il più grande comandamento, quello su cui si appoggia “tutta la legge e i profeti”.

Come posso metterlo in discussione? Quando si dice che Dio riduce le tue opzioni… Quindi andrò al matrimonio dei miei amici gay, con lo stesso animo con cui alcuni miei amici gay sono andati al mio matrimonio.
E se per caso dovessi chiedermi durante uno dei due matrimoni o relativi pranzi se sto facendo la cosa giusta da un punto di vista morale, vedrò di ricordare il primo miracolo di Gesù registrato nella Bibbia. Ricorderò cosa fece.

Ricorderò che Gesù ha trasformato l’acqua in vino. A un matrimonio.

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Testo originale: WWJD if invited to a gay wedding?

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