Storia di un coming out… da leggere a voce alta

Libro-parlato-arcobalenoSabato 20 aprile 2013 presso l’associazione Ireos di Firenze (via dei Serragli, 3) parteciperemo all’incontro aperitivo con Gianluca Tornese autore del divertente romanzo “Marito e marito” (editrice Claudiana, 2012, pp. 210) che sarà reso disponibile anche per non udenti in formato audiolibro.
Grazie al progetto realizzato assieme a i volontari di Ireos del Gruppo giovani glbt* e di Kairos anche i non udenti per la prima volta potranno ridere, commuoversi e rispecchiarsi nelle vicende narrate in questo libro e speriamo di tanti altre storie glbt.
In marito e marito l’autore con mano leggera e tanta ironia, racconta la scoperta dell’amore e le difficoltà del coming out familiare di un ragazzo gay del sud. E come in molte storie narrate la fantasia spesso si incrocia con la realtà della vissuto.

Scrive Tornese: “quando ho fatto il coming out coi miei la reazione dei miei genitori è stata simile a quella che ho descritto nel mio romanzo: una parte della famiglia che si sforza di capire e di condividere, un’altra che lotta coi pregiudizi, un’altra ancora che si rifiuta a priori di venire a contatto con una realtà del genere e interrompe le comunicazioni”.

Sabato prossimo a partire dalle ore 18 partiremo dalle pagine di Marito & Marito per affrontare insieme i temi ‘caldi’ e le difficoltà che mettono in luce. C’interrogheremo su come superarle sino al quel “finale inaspettato” che nel libro c’è e che forse è avvenuto anche nelle nostre vite.

A seguire ci sarà un apericena in cui ciascuno porta qualcosa da condividere.

Marito e Marito insieme al libro “Ragazzi che amano ragazzi” di Piergiorgio Paterlini, grazie al Progetto del Libro Parlato Arcobaleno e alle voci dei lettori volontari di Ireos, del Gruppo Giovani GLBTI* e del gruppo Kairos di Firenze, sono diventati i primi audiolibri a tematica glbt registrati per i non vedenti e degli ipovedenti della Nastroteca “Stefano Bruni” di Firenze del Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti perché è “solo attraverso la circolazione di queste letture, di queste esperienze e di conoscenze passa quell’educazione civile capace di infrangere le barriere dell’ignoranza e del pregiudizio”.

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