Lettera aperta di Kairos alla Chiesa fiorentina

9286280418_c33ff7fe91_zFirenze, 11 Novembre  2012.  Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’ampio spazio lasciato al dibattito dal settimanale Toscana Oggi sul tema Chiesa e omosessualità. Siamo le donne e gli uomini cristiani omosessuali del gruppo Kairos, presente a Firenze da oltre dieci anni. Ci incontriamo per camminare insieme, per conciliare due dimensioni fondamentali e irrinunciabili di noi stessi, l’omosessualità e la fede in Gesù Cristo.
Visto che certe questioni le viviamo sulla nostra pelle sentiamo il bisogno di rompere il silenzio e prendere pubblicamente la parola; cosa, che di solito, non facciamo.
Ci uniamo all’appello lanciato da Sr Stefania Baldini, don Fabio Masi, don Giacomo Stinghi e don Alessandro Santoro perchè pensiamo che la Chiesa abbia bisogno di riflettere e di conoscere meglio questa realtà che coinvolge un numero di persone molto vasto.
Non ci interessa in questa sede entrare in discussioni politiche o teologiche. Conosciamo molto bene ciò che abbiamo vissuto e comprendiamo anche che un insegnamento antico di secoli non può essere rivisto in un giorno. Tuttavia riteniamo doveroso chiedere al nostro Vescovo di aprire a Firenze una pastorale rivolta a omosessuali e lesbiche. Questo infatti aiuterebbe molte persone a sentirsi finalmente accolti per quello che sono nella Chiesa.
Spesso avvertiamo che esiste un muro di diffidenza e incomprensione tra le nostre vite e la comunità ecclesiale. Un muro che però può essere abbattuto, come è successo a Torino, Parma, Cremona, Crema e Livorno dove le diocesi si sono mosse o si stanno muovendo per dare vita a una pastorale aperta alle persone omosessuali.
In undici anni Kairòs ha cercato di venire incontro a tanti omosessuali credenti che si sentivano isolati e a disagio nelle loro parrocchie e comunità, dove l’omosessualità è ancora tabù e se ne ha una visione negativa.
Kairòs è un gruppo informale, ecumenico e formato da laici in maggioranza cattolici. Siamo persone ordinarie: catechisti, ex frati, operatori pastorali; persone ferite che si stanno riavvicinando alla fede e persone che conducono una vita di fede ordinaria come tanti cristiani. Ognuno di noi è passato attraverso il dolore della solitudine, della incomprensione da parte delle persone più care, la paura di aprirsi per condividere i propri sentimenti e le proprie angosce.
Il gruppo ha rappresentato per tanti di noi una speranza e un’occasione per riscoprire o riavvicinarsi alla spiritualità e alla lettura del Vangelo. Negli ultimi anni siamo entrati in contatto con alcuni preti, suore e pastori della città. Essi ci offrono volontariamente un contributo insostituibile nel guidare i nostri incontri di preghiera mensili. Grazie a persone come loro infatti, possiamo ancora sentirci desiderosi di camminare con Cristo nella Chiesa.
Rinnoviamo la nostra richiesta al Cardinale Arcivescovo e a tutti i nostri Pastori di incontrarci. Il dialogo e la conoscenza reciproca possono fare tanto per far crescere la nostra Chiesa nel suo intento di condividere “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi”.
Spesso ci siamo detti o ci siamo sentiti dire: tu non puoi essere così, Dio non può volere questo. Oggi dopo anni di sofferenze sappiamo che negare a se stessi o ad altri di essere ciò che nel profondo sentiamo di essere, può fare più male di un’ingiusta discriminazione.
Siamo certi che Dio ci ama così come siamo come ama l’umanità intera e che meritiamo di guardare a orizzonti più vasti, per mettere a frutto la nostra capacità di amare e quindi di essere pienamente persone. E’ con questo intento colmo di speranza nel futuro che continueremo a camminare.
In fede,
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le donne e gli uomini del gruppo Kairòs.
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A SE Cardinale Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori
Ai parroci della Chiesa Fiorentina
Al Direttore di Toscana Oggi Andrea Fagioli
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