I fedeli scrivono all’arcivescovo di Firenze affinchè “La Chiesa dia segno di accoglienza” alle persone omosessuali

Quattro sacerdoti, una suora, tanti cattolici fiorentini ed un tema forte, fortissimo: l’omosessualità e la chiesa cattolica. In mezzo una presa di posizione coraggiosa espressa attraverso una lettera aperta pubblicata sulle pagine fiorentine di Repubblica ed ‘inviata’ direttamente all’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori che ha aperto un intenso dibattito nel mondo ecclesiale, fiorentino e non solo.
In rete molti siti internet hanno già ripreso il lungo testo, intitolato significativamente «Due persone che si amano non sono uno scandalo», che già sta circolando fra i fedeli, le cui firme in calce alla lettera saranno raccolte nella parrocchia di Paterno a Bagno a Ripoli, nella parrocchia della Madonna della Tosse e nella comunità delle Piagge di Firenze sino a domenica 16 settembre 2012 e poi verranno consegnate all’arcivescovo fiorentino Giuseppe Betori. E’ a lui, del resto, che la lettera è indirizzata, e da lui che i firmatari si aspettano quantomeno l’apertura di un dialogo.

“Dalla Chiesa dovrebbe arrivare un riconoscimento del modo nuovo di comprendere l’omosessualità, con un segno di accoglienza e di profondo rispetto per i sentimenti di amore di chi vive personalmente questa condizione”, questo è l’invito dei firmatari della lettera perché “Due persone che si amano non sono un attentato alla società né il tradimento del Vangelo. Gli scandali vanno cercati altrove!”. “È importante che la Chiesa – prosegue la lettera – riconosca positivamente il cammino della scienza nella conoscenza dell’uomo e non dichiari verità assolute quelle che poi dovrà riconoscere errate, come è accaduto in passato. Questi fatti ci inducono a vedere l’omosessualità in un orizzonte nuovo e ad affrontarla con uno sguardo morale diverso”.

Le donne e gli uomini del gruppo di omosessuali cristiani Kairos, da anni punto di riferimento per i tanti gay e lesbiche cristiani ricordano come le persone omosessuali, in conseguenza della loro condizione, subiscono ancora oggi nella loro chiesa il marchio di una “ingiusta discriminazione” e vivono tante «fratture e allontanamenti» nelle loro comunità cristiane. Una situazione che la lettera aperta dei cattolici fiorentini invita a superare attraverso una piena e vera accoglienza delle «diverse forme di amore», attraverso i sacramenti e una nuova riflessione biblica.

«E’ molto importante che dei sacerdoti siano usciti allo scoperto, non con una solitaria alzata di testa, ma con un’iniziativa ponderata e sostenuta dalle loro comunità» sottolinea uno dei referenti del gruppo Kairos «E farà bene anche alla Chiesa, a cui molti potranno riavvicinarsi».