Il suo nome era Gesù! Il suo cammino raccontato dalle donne che erano con lui

Testo tratto dal sito Back to the Lord is my Shepherd and He Knows I’m Gay (Stati Uniti), liberamente tradotto per gionata.org da Francesca Tambara

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Noi donne eravamo con Gesù quando morì. Gli uomini sono corsi via, eccetto Giovanni, che era con la madre di Gesù. Noi donne l’abbiamo servito per tre anni durante i quali andava in giro ad insegnare e a predicare a qualunque persona che volesse ascoltare e anche a coloro che non gradivano ciò che ascoltavano.
Lo abbiamo servito ed aiutato con i nostri denari. La sua fine fu terribile. Detestavo la sporcizia. Il suo dolore.  Il frastuono di quella folla strillante.  Noi donne l’abbiamo vista.  Maria sua madre, Maria Maddalena, Salomè, ed altre donne.  Siamo rimaste con lui fino alla fine, ed abbiamo preparato il suo corpo per la tomba.

Ho detto che l’ho seguito, ma erano i miei figli  che ho seguito – Giacomo e Giuseppe. Hanno lasciato dei buoni lavori – hanno posato a terra i loro attrezzi quando li ha chiamati.
Hanno detto che non c’era nient’altro da fare.  Ero arrabbiata.  Avrebbero potuto sposarsi, farsi una famiglia.  Figli.  Miei nipoti.

Quando hanno iniziato a viaggiare con il loro maestro, sono andata con loro.  Potete biasimarmi?

Sono una vedova.  Una donna senza famiglia non può sopravvivere. I miei figli avrebbero dovuto prendersi cura di me ed ora mi stavo prendendo cura del loro maestro.
Chiamava sé stesso la luce del mondo.  Parlava sempre d’amore.  Ama il tuo vicino come ami te stesso.

Ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutto il tuo animo e con tutta la tua forza.  Ama il tuo nemico.

Fa del bene a coloro che ti odiano.  Ama te stesso perché Dio ti ama.  Sempre amore.  E’ iniziato a piacermi lo stare con lui.
Mancava poco alla Pasqua Ebraica  Una sera eravamo in Betania nella casa di Simone – era stato un lebbroso ma Gesù lo curò, lo rimise in sesto.

Una donna che non avevo mai visto entrò portando un vaso di alabastro. Il vaso conteneva del profumo costoso. La donna versò il profumo sulla testa di Gesù. L’odore era inebriante.

Pensai che avrei potuto vivere il resto della mia vita in quel meraviglioso profumo.
Parte degli uomini erano furiosi: “Perché stai sprecando questo profumo?”  dissero. “Avremmo potuto venderlo per più di trecento monete d’argento e dare i soldi ai poveri.”

Ma Gesù li rimproverò:  “Lasciatela stare,” disse.  “Perché giudicarla?  Avrete sempre i poveri con voi, ma non mi avrete sempre con voi.

Mi sta preparando per la mia sepoltura.  Dovunque la buona notizia venga annunciata in tutto il mondo, quello che ha fatto sarà raccontato per ricordarla.”
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si alzò in piedi velocemente. Sembrava arrabbiato

Mio figlio Giacomo domandò quale fosse il problema.  Ma Giuda non rispose.  Lasciò immediatamente la casa di Simone senza guardare indietro.
Nel primo giorno del Pane Azzimo, abbiamo celebrato la cena della Pasqua Ebraica in una grande stanza al piano superiore a Gerusalemme.

A tavola, Gesù parlò della morte.  Disse che stava andando a casa da suo Padre.  Disse, “Vi dò la mia parola, uno di voi è in procinto di tradirmi, si, qualcuno che sta cenando con me.

Tutti gli uomini gli dissero, “Sicuramente non Io”  Noi donne – cosa potevamo dire?  – lo abbiamo servito ed abbiamo imparato ad amarlo, non c’interessavamo del potere, essere il suo braccio destro, essere le migliori e giudicare le tribù d’Israele, noi donne non abbiamo detto nulla.

Poi prese del pane, lo benedì e lo spezzò, e lo diede a tutti noi.  “Prendetene,” disse, “questo è il mio corpo.”

Prese un bicchiere, ringraziò suo Padre, e ce lo diede, e tutti noi bevemmo da quest’ultimo.  Ci disse:  “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, è versato per molti.

Vi prometto solennemente, non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nel regno di Dio.”

Allora disse, ” Fate questo in memoria di me.”
Non avevamo capito cosa stesse dicendo, ma noi TUTTI-  donne e uomini – tutti noi abbiamo mangiato e bevuto.