«Anche se tu mi dimentichi, io rifiuto di dimenticarti»

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Riflessioni di Alessandro P.

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«Anche se tu mi dimentichi […] io rifiuto di dimenticarti ». (E. WIESEL, L’Oblio, 10).

Tutti siamo feriti da un’infermità generale del nostro mondo disordinato. Ma ciascuno possiede delle risorse intime e delle capacità di guarigione, è difatti tipico della vocazione al cristianesimo l’essere “guaritori”, talvolta “feriti”, ma pur sempre tali.

In quest’ottica, come asseriva GROESBECK, l’azione del guaritore orienta necessariamente a Dio, alla sua compassione e alla sua potenza guaritrice. La persona malata va in cerca di un medico umano per scoprire lo sguardo di Colui che solo è la fonte di ogni salute e guarigione, perché questa è la sua attesa.

Guardiamo avanti dunque con entusiasmo (coloro che hanno partecipato al ritiro sanno cosa intendo) e perseveranza, vogliamoci bene in qualche modo, viviamo la nostra omossessualità come un Dono di Dio e non come un qualcosa di cui vergognarsi, Lui ci ha voluti, Lui ci Ama così come siamo in ogni momento…

Perciò facciamoci forza "gareggiando nello STIMARCI a vicenda".

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