Non è semplice fare una testimonianza perché non è facile essere omosessuali, specialmente se si è cristiani

preghiera

Testimonianza del gruppo Kairòs*, cristiani omosessuali di Firenze, letta nella Veglia per le vittime dell’omofobia della Parrocchia Madonna della Tosse di Firenze, 12 maggio 2011

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Non è semplice fare una testimonianza, raccontare di sé, esporre agli altri difficoltà e pensieri.
Non è semplice innanzitutto perché questo comporta l’esporsi pubblicamente: e per alcuni di noi questo è già un ostacolo insormontabile.

Per poter vivere senza problemi nella società e nella Chiesa, la prima reazione è quella di tenere nascosta la nostra affettività, il ridurla ad un fatto totalmente personale da poter condividere unicamente con pochi amici fidati e a volte con la famiglia, se ci riesce e se è il caso di farlo.

E’ difficile essere omosessuali: non siamo perseguitati come in altre parti del mondo, ringraziando Dio.
Ma la parola giusta crediamo sia “tollerati”: esistiamo, possiamo anche rivendicare i nostri diritti… ma ci sentiamo tollerati, più che veramente accettati.  

Tollerati da questa nostra strana società che ancora punta il dito sulle minoranze di ogni tipo… e tollerati ancora meno dalla Chiesa cattolica di cui ci sentiamo realmente parte, che amiamo e da cui desideriamo semplicemente parole di amore e di riconoscimento vero.

Siamo semplicemente persone che credono in Gesù Cristo, che anelano alla vita piena di cui parla il Vangelo, che pulsano di amore e credono in un progetto di vita di cui l’amore fa parte.

Il Gesù del Vangelo ha guardato solo al cuore delle persone, e non alle categorie di cui facevano parte.

Pensando a lui, la preghiera che ci sale dal cuore è semplicemente una richiesta di serenità, il desiderio che nessuno sia più perseguitato a causa della propria natura, che ciascuno di noi sia libero di manifestare al mondo tutto se stesso senza il terrore di non essere accettato, di essere mandato via, di essere allontanato.

Non è per niente semplice fare una testimonianza, forse perché neppure ce ne dovrebbe essere bisogno.

Eppure c’è ancora la necessità di dire che sotto tanti aspetti la vita di un omosessuale cristiano è più difficile e complessa di chi invece omosessuale non è.

E questo non è giusto, ed è una sofferenza per tutti noi e lo è anche per quella Chiesa che davvero crede nell’Amore incondizionato del Padre.

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* Anche in Italia nella nostra Firenze non è facile essere omosessuali, specialmente se si è cristiani. Il testo è frutto di una scrittura collettiva del Gruppo Kairòs.

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