Le comunità cristiane e l’accoglienza delle persone omosessuali, ‘dai loro frutti li riconoscerete’ (Mt 7,16)

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Riflessioni tratte da gionata.org del 20 gennaio 2011
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All’approssimarsi del 13 gennaio (2011), Giornata internazionale di dialogo fra religioni e omosessualità, l’associazione nazionale Arcigay ha inviato una lettera aperta ai cattolici italiani e un invito a ciascuno degli oltre 300 vescovi del nostro Paese chiedendo d’incontrarli per aprire «un proficuo dialogo fra differenti visioni’ e ‘finalizzato al rispetto della dignità umana e al progresso civile del mondo in cui viviamo’.

Monsignor Giovanni Giudici, Vescovo della diocesi di Pavia, ha risposto sollecito a questo invito e martedì scorso ha incontrato una delegazione di Arcigay Pavia.

E’ una notizia rilevante perché è stata una delle rarissime occasioni nelle quali un vescovo cattolico ha ricevuto e discusso direttamente con i militanti di un’associazione italiana che opera per i diritti delle persone omosessuali.
Un incontro importante che non deve sorprendere, perche è stato preceduto dal lungo dialogo iniziato,  in questi anni, dai gruppi di cristiani omosessuali in numerose diocesi italiane, che ha dato e sta dando frutto.

Da questo diaologo sono nati la pastorale di accoglienza per le persone omosessuale nella Diocesi di Torino, alla nascita di un gruppo di pastorale diocesana per l’accoglienza dei cattolici omosessuali a Cremona, ad un rinnovato dialogo dei gruppi di cristiani omosessuali locali con la loro diocesi a Parma e a Milano.

Mentre cresce sempre più l’accoglienza ‘inclusiva” dei cristiani omosessuali nelle comunità parrocchiali italiane che, sempre più spesso, ospitano i gruppi di credenti omosessuali come succede da anni a Catania, Bologna, Padova e da alcuni anni anche a Milano, Palermo e a Firenze dove, un membro del consiglio pastorale parrocchiale, ricordava che “solo dopo aver incontrato in parrocchia gli omosessuali cristiani del gruppo Kairòs di Firenze ho saputo dare un nome e un volto a quella che era, per me, solo una categoria sociale.
Ecco perché credo sia importante, per una comunità parrocchiale, accogliere un gruppo di cristiani omosessuali, perché solo confrontandosi con loro si possono abbattere tanti inutili pregiudizi”.

Dialogo, incontro, ascolto… perché come ci ricorda il Vangelo ‘dai loro frutti li riconoscerete’ (Mt 7,16)

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