Qualcosa è cambiato. Le tante cose che ho imparato da mia figlia

wallpaper-del-film-il-bacio-che-aspettavo-65020 Testimonianza di una madre letta durante la veglia per le vittime dell’omofobia di Firenze del 10 maggio 2010, liberamente tratta da gionata.org

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Mia figlia Meg è nata in primavera, in un giorno in cui gli alberi di magnolia erano in fiore. Era una bellissima bambina con un carattere molto tranquillo. Una volta mi disse che non voleva diventare grande, perché la vita era troppo dura per i grandi.

Partì da casa all’età di 25 anni, piena di speranza e di promesse. Ma quasi immediatamente potemmo sentire la delusione nella sua voce quando le chiedevamo come procedevano i suoi progetti.
Sapevamo che stava combattendo contro qualcosa, ma non ci diceva contro cosa. Io e suo padre pregavamo per lei senza sosta.

Nella primavera del 1994 Meg, prima di partire, ci abbracciò stretti stretti. Piangeva mentre saliva sull’aereo.
Ciò che non sapevamo era che aveva mandato una lettera ad ogni membro della famiglia, dicendoci che era omosessuale e che non poteva più nascondere la sua vera identità.

Il mio mondo cambiò per sempre quando lessi la sua lettera in quel giorno fatidico. Era venerdì 2 dicembre 1994. Mi sentii come se Meg fosse morta.

Tutte le mie speranze e i miei sogni erano svaniti in un istante e per un attimo riuscii solo a pensare a ME.  Cosa avevo fatto di sbagliato perché lei rifiutasse la mia vita e me? Perché mi stava facendo questo?

Il silenzio e la condanna che circondano l’omosessualità facevano sì che io non sapessi come reagire a questa notizia.

Piangevo fino ad addormentarmi, notte dopo notte, e mi isolai dalla famiglia e dagli amici. Cominciai un lungo periodo di intensa preghiera, chiedendo a Dio, ogni giorno, di cambiare le cose.

Oltre a pregare, leggevo ogni cosa che trovavo sull’argomento e cominciai a conoscere e a parlare con altri genitori che avevano dei figli omosessuali.
Così ho compreso la grande solitudine attraverso cui era passata mia figlia, senza nessuno che in questi anni la confortasse perché, come tante persone omosessuali, non sapeva con chi parlare di ciò che sentiva dentro di se.

In questi anni ho imparato molto sull’amore, l’accettazione, la compassione e, spero, oggi, di essere una persona migliore.

Il giorno del compleanno di Meg, alcuni anni fa, guardavo il nostro bellissimo albero di magnolia nel cortile e ho capito che in effetti Dio aveva cambiato le cose, solo in un modo che non mi sarei mai aspettata.

Adesso sono felice di essere la madre di Meg.

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