Una preghiera per Bobby. Le paure di una madre di fronte all’omosessualità del figlio

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Post di Ganimede.76 tratto dal blog parolenondette del 24 Gennaio 2010

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Prayers for Bobby è la vera storia di Mary Griffith (ndr diventata nel 2009 un film TV con Sigournay Weaver), una donna estremamente religiosa, che allevò i suoi figli secondo gli insegnamenti della Chiesa Presbiteriana.

Quando suo figlio Bobby rivela a suo fratello maggiore che potrebbe essere gay, e lei lo viene a sapere, le vite dei componenti della sua famiglia cambieranno radicalmente.
Mentre il padre di Bobby e le sorelle del ragazzo, pian piano iniziano ad accettare la sua omosessualità, Mary è convinta che Dio possa curare quello che considera il suo ‘peccato’, e convince Bobby ad avvicinarsi alla Chiesa ed alle sue attività.

Pur di ottenere l’approvazione di sua madre, Bobby accetta, ma successivamente cadrà in depressione.
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Mary Griffith è una donna molto religiosa che viene a sapere dell’omosessualità del figlio. Così Mary e suo figlio Bob ne parlano :

Mamma – Io non voglio sapere!

Bobby – Ma io voglio che tu sappia! Si chiama David…

Mamma – Ogni volta che se ne parla, si ricomincia. Se è per tornare allo stesso punto tanto vale non cominciare.

Bobby – Quando sto con lui, mi sento talmente bene! E’ gentile con me, mi fa sorridere ed è intelligente.

Mamma – Fermati, non voglio sentirne parlare, lo sai!

Bobby – Ho passato tutto l’anno ad ascoltarti. Ora sei tu che mi ascolterai per una volta! Io mi sento bene con David. Ma se lui mi accarezza in pubblico, o peggio mi abbraccia, io mi allontano. Io mi vergogno…

Mamma – Perché tu sai che è male!

Bobby – Perché tu me lo hai sempre detto!

Mamma – Non sono io, è la Bibbia!

Bobby – Non è la Bibbia, sei tu! Perché non lo vuoi ammettere? Perché non vuoi ammettere che detesti quello che io sono?

Mamma – Quello che sei diventato!

Bobby – Quello che io sono! Mi spiace davvero non essere il piccolo Bobby che tu volevi! Ma io non voglio passare la mia vita a domandarti scusa per questo! Accettami come sono o è finita!

Mamma – Io non voglio un figlio gay!

Bobby – In questo caso tu non hai un figlio!

Mamma – Addio!

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E infine così parla Mary in un assemblea delle Chiese locali:

“L’omosessualità è un peccato. Gli omosessuali sono condannati a bruciare all’inferno per l’eternità.
Se volessero cambiare, potrebbero essere guariti dai loro atti impuri. Se si allontanassero dalla tentazione, potrebbero tornare normali. Se solamente cercassero di perseverare, ciò non accadrebbe.

Questo è quello che io ho detto a mio figlio Bobby, quando ho saputo che era gay. Quando mi ha detto di essere omosessuale, il mio mondo è crollato. Ho fatto tutto quello che ho potuto per guarirlo dalla sua malattia. Sono otto mesi che mio figlio si è suicidato gettandosi da un ponte.

Mi pento profondamente per la mia ignoranza sui gay e sulle lesbiche. Capisco che tutto quello che avevo appreso non erano altro che pregiudizi e dicerie crudeli. Se avessi cercato di vedere più lontano di ciò che si diceva, se avessi semplicemente ascoltato mio figlio, quando mi aveva aperto il suo cuore, io non sarei qui ora davanti a voi, piena di rimpianto… Credo che Dio amasse il suo spirito buono e pieno d’amore. Agli occhi di Dio tutto ciò che conta è la bontà e l’amore. Io non sapevo che quando condannavo gli omosessuali alla dannazione eterna, ogni volta io parlavo di Bobby come di un malato e di un perverso e di un pericolo per i nostri ragazzi, io distruggevo la sua autostima e il suo rispetto di sè … Alla fine il suo spirito è stato stritolato oltre ogni limite…

Non era la volontà di Dio che Bobby scavalcasse il parapetto del ponte dell’autostrada e che si gettasse sotto le ruote di un camion che l’ha ammazzato sul colpo. La morte di Bobby è il risultato diretto dell’ignoranza dei suoi genitori e della loro paura della parola GAY.

Avrebbe voluto fare lo scrittore. Non avrebbe dovuto essere stato privato delle sue speranze e dei suoi sogni.

Ci sono altri ragazzi come Bobby, seduti nelle vostre congregazioni, invisibili ai vostri occhi, essi vi ascoltano quando ripetete “AMEN”. E ciò farà tacere le loro preghiere. Le loro preghiere a Dio per la comprensione, l’accoglienza e il vostro amore.

Ma la vostra ostilità, la vostra paura, la vostra ignoranza della parola GAY faranno tacere queste preghiere. Allora, prima di dire AMEN a casa vostra o nei vostri luoghi di culto… Rifletteteci… Rifletteteci e ricordate… Un ragazzo vi ascolta…”