Ci scrivono: "Sono un gay credente e mi sento terribilmente solo"

Email inviataci da Massimo al gruppo Kairos

Carissimi dell’associazione Kairos, vorrei unirmi a voi anche se virtualmente. Mi presento subito, mi chiamo Massimo, ho 30 anni, sono un’omosessuale che si scontra ogni giorno con la sua condizione,sono un religioso praticante, anche se ho molte umane imperfezioni.

Mi sento terribilmente solo, al di fuori del confessionale, pochissime persone sanno della mia profonda sofferenza, la mia famiglia non accetterebbe mai la mia condizione, nemmeno remotamente penso di aprire questo argomento, peggiorerei soltanto le cose.

Fin da piccolo la mia fede si è scontrata con questi istinti, nella mia adolescenza ho avuto dei rapporti con altri ragazzi, all’inizio mi sentivo realizzato ma poi, la sofferenza  che ho provato dopo è stata grande, mi ricordo che a volte, dopo questi rapporti sessuali mi rifugiavo piangendo per quello che avevo fatto in una chiesina dietro casa mia, da allora non ho più avuto una vita sessuale condivisa con altri.

Ora però non ce la faccio più, mi sento soffocare, ho bisogno di amare qualcuno, di poter condividere le mie stesse emozioni con una persona accanto, soddisfare la mia natura sessuale, sono attualmente innamorato di un ragazzo che non sa niente essendo lui un’eterosessuale.

Ho un eterno conflitto interiore con la mia religiosità, spesso mi chiedo perché Dio non vorrebbe che io sia felice?
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Nelle mie confessioni i sacerdoti mi consigliano sempre di accantonare la mia tendenza, non so però se è realmente quello che voglio, alcuni mi dicono che dall’omosessualità si può uscire ma come?

Altri mi dicono che omosessuali non si nasce si diventa per vari motivi, io ricordo soltanto che da sempre sono stato attratto da altri ragazzi.

Quando a tredici anni praticavo sesso omo per me era naturale, provavo piacere e quello mi bastava anche se poi come ho già detto il senso di colpa mi soffocava.

Ora mi trovo con una Chiesa che sento ostile, un Dio che mi sta sfuggendo di mano, una vita sessuale che soddisfo soltanto sotto una montagna di pornografia e un vuoto che non riesco a colmare.

Spero di poter contare su di voi, statemi vicino se potete, ne sarei infinitamente felice , mi sentirei sicuramente meno solo.

Vi abbraccio tutti di cuore. Grazie.

Massimo

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La risposta…

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Ciao Massimo sono un ragazzo del gruppo Kairos, ho girato la tua toccante email agli altri del gruppo. Alcuni di loro ti scriveranno presto. Personalmente nel tuo racconto ho ritrovato parte della mia vita. Infatti prima di trasferirmi a Firenze vivevo in un piccolo paesino tutto conventi e dolci colline, perciò anche io mi sono trovato a vivere le situazioni che tu racconti.

La cosa che mi pesava di più era l’isolamento, era il sentirmi l’unico gay sulla terra, il non poter parlare di ciò che sentivo ad altri, l’innamorarmi regolarmente di ragazzi etero a cui mai avrei potuto costruire alcun che.

Un inferno che ho imparato a superare costruendo amicizie vere che mi hanno aiutato a vivere, pian piano, ciò che sono e a riconciliarmi con me stesso.

Non sei solo Massimo ,ciò che provi molti altri l’hanno già provato, solo non lasciarti prendere dalla disperazione. Il Dio che amiamo è un Dio che ci ama, che ci accetta così come siamo, che ci accoglie.

Il resto sono paure di una gerarchia che ha paura di ciò che non conosce,  poi a Firenze ho conosciuto sacerdoti, suore e pastori evangelici che mi hanno accolto come credente omosessuale, incoraggiato e spinto a vivere ciò che sono nella maturità e nella pienezza.

Ora ho un ragazzo meraviglioso e tra le tante difficoltà della vita cerco di vivere con serenità questa bella storia che il Signore mi ha donato (tra qualche giorno sono cinque anni che stiamo insieme ).

Coraggio Massimo. Non chiudere le porte alla speranza, non sei solo, non lo sei mai stato. Io e gli altri del gruppo tifiamo per te e se vuoi siamo qui pronti ad ascoltarti.
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Un abbraccio  tutti noi del gruppo Kairos di Firenze