Rassegna di… Fine settimana

Pile de livres Fede, chiese e società sono questi i temi con cui inauguriamo questa rassegna stampa con articoli tratti dalla rete e dal sito finesettimana.org

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"Io non invidio nessuno. Io non invidio e non odio i potenti, soprattutto… io invidio i donatori di sangue che fanno quello che fanno senza chiedere niente, e chi aiuta i figli dei migranti a scuola, ogni giorno, a sentirsi parte di questo Paese nonostante tutto, a non sentire sulle proprie spalle di studente nemmeno un grammo di pregiudizio e diffidenza; io invidio i perdigiorno, forse, un po’. Ma no, davvero: non odio e non invidio nessuno"

 

"Allor ché la banalità, la stupidità, la droga dell’irrealtà e il diniego de terminano il clima di una società, chiunque conservi le virtù del l’ascolto, dell’integrità e del sen so etico deve agire con coraggio. E con la memoria del dato stori co per cui, proprio quando i po tenti sono certi del loro dominio sulle coscienze, anche se intan to tutti li applaudono, per loro è l’inizio della fine."

 

Christian Albini, nel suo blog, ha inserito una bella e nitida sintesi dell’incontro che si è tenuto a Firenze sabato scorso e al quale hanno partecipato molti di coloro che provano disagio nel vivere in una chiesa più escludente che accogliente e nella quale risuona con difficoltà la buona notizia del vangelo. Molti dei temi toccati meritano di essere ripresi, approfonditi e messi in circolazione.

 

“Se per dar fiducia agli elettori e alle elettrici ed essere votate le donne del dopoguerra rivestivano il corpo con sobria eleganza per far udire la loro parola, il corpo svestito e ornamento dello spettacolo viene riproposto con fare ammiccante in un gioco politico al maschile. Nei due casi il mondo maschile resta l’ago della bilancia"

 

Professore e decano della Facoltà libera di teologia protestante di Parigi, Raphaël Picon pubblica un libro breve ma denso, Dieu en Procès. Come può essere audace, anche oggigiorno, affrontare per un vasto pubblico un simile argomento!
L’Autore, libero da ogni pregiudizio e da ogni spirito di rivalsa, introduce con gradualità il lettore alla scoperta dei benefici di un vero spirito critico.
Le religioni devono condurci in un cammino di contemplazione di Dio e dell’umanità. Per far questo, devono rinunciare a pretendersi proprietarie di Dio, per far crescere i loro fedeli in uno spirito libero di fronte ad un Dio ultima libertà dal quale le nostre rappresentazioni rischiano di allontanarci.
Gli ortodossi dicono che le icone che venerano non sono che delle «finestre verso l’Invisibile». Questo libro ci apre delle finestre per scoprire un volto affascinante di Dio.
Il lettore accetterà talvolta di rimanere sorpreso o addirittura scombussolato, ma senza alcuna brutalità, da certe pagine. B.R.

      Il rabbino Di Segni pur giustamente rivendicando l’unicità della shoà, sollecita il valore esemplare di quella immane sofferenza per esprimere solidarietà verso altre sofferenze, il professor Israel e altri come lui, ebrei e no, sacrificano al loro fondamentalismo filo israeliano ogni pur minimo e parziale apparentamento fra le sofferenze dei perseguitati. "

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