Le promesse di Dio ai gay e alle lesbiche

aa051593_vRiflessioni di Florine Deveer (Isaia 56, 3-5) e Candace Chellew (Atti 8, 26-40) tratte da whosoever.org, liberamente tradotte da Ventmauvais (da Gionata.org)

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Non dica lo straniero che ha aderito al Signore: «Certo mi escluderà il Signore dal suo popolo!». Non dica l’eunuco: «Ecco, io sono un albero secco!». Poiché così dice il Signore: «Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, preferiscono le cose di mio gradimento e restano fermi nella mia alleanza, io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome migliore che ai figli e alle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato». (Isaia 56,3-5)
Ho letto questi versi molte volte senza porvi troppa attenzione, finché un giorno ho compreso improvvisamente cosa significavano. È stata la parola “eunuco” ad allertarmi. A quei tempi, l’eunuco non era necessariamente un maschio castrato, come penseremmo oggi. Il termine includeva i maschi omosessuali.

Gesù dice qualcosa di simile nel vangelo di Matteo: «Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca» (Matteo 19,12)

Leggendo il passo di Isaia e sostituendo “gay” ad eunuco, mi è sembrato di leggere la più bella promessa della Bibbia.

E sebbene (come consueto nella Bibbia) non nomini le donne specificatamente, credo che questa promessa sia per gli uomini e per le donne, e per tutti quelli che si sentono stranieri, esclusi o eunuchi di tutti i tipi. Questo passo dice che se obbediamo a Dio, a Lui non importa del nostro orientamento sessuale… abbiamo un posto nel regno di Dio.

Atti 8, 26-40 contiene un’altra stupenda promessa ai gay e alle lesbiche cristiani.

Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta».
Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia.
Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti, e raggiungi quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?».
E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, ma la sua posterità chi potrà mai descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita. E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?».

Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?».
Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino.

È stato un passo audace per Filippo! Agli eunuchi non era permesso di entrare nei templi, non potevano ascoltare le scritture insegnate dagli altari. La Parola di Dio non era per loro! Ma quel giorno Dio guidò Filippo perché portasse il Vangelo a chi era stato escluso fino ad allora.

Al versetto 36, si racconta che arrivarono a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco chiese: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Filippo non trovò nessuna ragione e battezzò l’eunuco. In questo passo risolutivo, Filippo ha aperto le porte ai gay e alle lesbiche cristiani perché siano accettati nel Regno di Dio.

Gli altri, al tempo di Filippo, non sarebbero stati d’accordo con l’accettazione dell’eunuco, così come ancora oggi molte chiese tradizionali rifiutano di accettare gay e lesbiche. Ma Filippo sapeva esattamente cosa intendeva Gesù quando diceva: “chiunque…”.

Testo originale: God’s Special Promises To Gays and Lesbians