Ricordando Brokeback Mountain

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Non c’è dubbio che il film non sia il massimo della comicità e dell’ilarità, ma la storia d’amore tra i due cowboys del Wyoming è davvero toccante e commovente.

Questa storia d’amore tra due uomini che non possono amarsi liberamente e alla luce del sole, perché circondati da una società profondamente omofoba che non capisce o che si ostina a non capire, beh ha colpito il mio ego più profondo e risvegliato in me ricordi vecchi di qualche mese fa quando ero nella mia Lucania e avevo una relazione con un uomo molto più maturo di me.

Adoravo stare con lui, sentire il battito del suo cuore e la sua presenza che mi rassicurava e mi faceva sentire al sicuro, a volte le sue lacrime, un misto di felicità e dolore, che mi bagnavano il petto.

Per me era un angolo di paradiso, un modo per dimenticare, anche solo per un attimo, le difficoltà quotidiane che mi trovavo a fronteggiare in quanto gay, egli mi dava la forza di andare avanti, di guardare il mondo con la necessaria positività, gliene sarò grato per sempre di questo, perché, credetemi, non so davvero come avrei fatto senza il suo aiuto…

Anche se i nostri incontri erano scanditi dal tempo, io cercavo di assaporare ogni istante di quella relazione, che tuttavia mi faceva star male perché eravamo costretti a viverla al chiuso di una casa, lontano da occhi indiscreti, lontano da una società bacchettona e falsamente perbenista, eravamo due “pervertiti”, volendo riprendere le parole di Alma nel film la moglie di Ennis del Mar, il biondo guardiano di greggi, là fuori non c’era spazio per gente come noi, dovevamo tacere, reprimere, soffocare per sempre dentro il nostro animo un istinto nobile e prezioso, l’amore. (Paolo A.)

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I segreti di Brokeback Mountain, film diretto da Ang Lee (2005)