Gruppo Kairos, cristiani omosessuali di Firenze

Video

“Paura, discriminazione, violenza, OMOFOBIA, ….anche tu puoi fare la differenza!… anche tu, insieme a noi, puoi dire BASTA!”.  Questo è il messaggio che i ragazzi e le ragazze del gruppo Ali d’aquila, gruppo omosessuali cristiani di Palermo, hanno voluto trasmettere con questo suggestivo video che vuol far riflettere sulle veglie per le vittime dell’omofobia che si terranno in tutt’Italia dall’11 al 17 maggio 2009.
Tante veglie ecumeniche per pregare e ricordare tutte le vittime della violenza dell’omofobia e per lanciare un messaggio forte alle nostre Chiese e alla nostra società, perchè “chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4,18) . E tu che fai? Non mancare!

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O come “Omosessualità e Vangelo“  (Gabrielli editori, 2008, 160 pagine). E’ il titolo di un libro che raccoglie numerose lettere di gay e lesbiche scritte  in questi anni a don Franco Barbero che, con le sue risposte, offre una testimonianza e un invito a vivere la propria storia umana e cristiana “sotto il sorriso di Dio”, nella consapevolezza che è il Suo l’unico “giudizio” che conta, che ci giudicherà, senza distinzioni, con un unico metro: quello dell’Amore.  Un volume curato da Pasquale Quaranta che in questa intervista presenta questo suo lavoro e la sua storia di gay cristiano.

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C come cristiano omosessuale. Si può essere una persona gay e un cattolico? Si possono vivere quelli che, agli occhi di molti, sembrano ancora oggi due condizioni inconciliabili? Attorno a questo interrogativo è costruito il documentario “Confessioni di un gay cattolico” di Alberto D’Onofrio andato in in onda ilì 10 ottobre 2008, alle 22.30, sulla tv satellitare Cult (canale 142 di Sky).

Il documentarista ha seguito per qualche mese, nella sua vita quotidiana e lavorativa, nei suoi impegni e nei suoi interessi, un uomo quarantacinquenne, originario di Prato, che oggi vive e lavora a Pisa.  Il suo nome è Mauro del gruppo di gay cristiani il Ponte di Pisa.

Una persona come tante, che cerca di conciliare ogni giorno queste due realtà nella propria vita. Questo è il racconto della scoperta della sua omosessualità, dalla difficoltà iniziale ad accettarla, del suo tentativo di nasconderla fino al cammino, lento ma fermo, per essere pienamente se stesso, senza più nascondersi, fino a diventare una persona gay dichiarata, che vive la sua condizione apertamente.

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B come buon pastore. “Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore.

Or il mercenario fugge, perché è mercenario e non si cura delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore. Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore…

Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo uno” (Gv. 10:11-16; 27-30).

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E come ‘l volger del ciel de la luna/cuopre e discuopre i liti sanza posa,

così fa di Fiorenza la Fortuna

Dante Alighieri, Divina Commedia, Canto XVI, Paradiso, v. 84

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F come Firenze. Città natale del poeta Dante Alighieri, da lui tanto amata e tanto odiata nel corso delle vita. Nella sua Divina Commedia, i riferimenti alla città natale sono molti. Dalle famose invettive per le vicende politiche, i cittadini disonesti, fino alle numerose allusioni al suo esilio.

Tuttavia, in alcuni passi, l’odio cede il passo all’amore, e si trovano versi in ricordo dei bei tempi andati e del quieto vivere (Paradiso XVI-XVI), oltre alla rievocazione e alla nostalgia della patria “I’ fui nato e cresciuto/sovra ‘l bel fiume d’Arno a la gran villa”.

E nell’ultimo periodo della vita, mentre si aggiungeva a completare il Paradiso, scrive, nel canto XXV, che se mai la Commedia possa vincere la crudeltà dei fiorentini che l’hanno esiliato, allora tornerà a Firenze per essere incoronato poeta nel sul bel San Giovanni.

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P come Pisa. Una città dove i tratti classici e medievali si mescolano in quella che è conosciuta come “la città della Torre pendente”. Pisa, storica Repubblica marinara, vanta antiche tradizioni, da respirare nei siti storico-monumentali e durante le feste cittadine, caratteristiche e suggestive. Scopriamola insieme.

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