Posted by: kairosfirenze on: Giugno 7, 2009
Articolo di Nunzia Notaristefano pubblicato su Riforma del 29 Maggio 2009.
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Era il 2007 quando, gli uomini e le donne del gruppo Kairos, cristiani omosessuali di Firenze, lanciavano un appello per pregare per tutte le vittime dell’omofobia, nascevano così le veglie.
Quest’anno la veglia fiorentina per le “vittime dell’omofobia e di tutte le violenze” si è celebrata martedì 12 Maggio per la prima volta nella chiesa Battista di Borgo Ognissanti.
La serata ha visto pregare, fianco a fianco gli omosessuali cristiani del gruppo Kairos e del Ponte di Pisa, i giovani cattolici del gruppo Villa Guicciardini, gli aderenti al punto pace di Pax Christi di Firenze, la comunità evangelica Battista e Valdese, la Fgei (Federazione giovanile evangelica italiana), i vetero-cattolici fiorentini, e catechisti provenienti da diverse parrocchie.
La liturgia a visto una prima parte, quella del buio, in cui nell’oscurità della chiesa sono state lette delle testimonianze negative di cose accadute a omosessuali, il tutto intervallato da alcuni brani di Battiato.
Con la lettura di alcuni passi tratti dal nuovo testamento, piano piano delle candele si sono accese fra i presenti. È così che si è voluto simboleggiare il fatto che noi dobbiamo essere testimoni concreti della nostra fede e quindi essere la luce per altri/e, il pensiero è stato espresso dal pastore Raffaele Volpe.
La seconda parte svolta a questo punto alla piena luce ha previsto delle testimonianze positive di fede di alcuni omosessuali.
C’è stato un momento libero in cui i presenti hanno espresso il proprio pensieri, e così fra le vittime delle ingiustizie si sono potuti ricordare anche i tanti immigrati che arrivano nel nostro paese, ma anche le donne vittime di violenze.
Il canto finale e l’abbraccio di pace hanno concluso la liturgia, ma la serata è continuata intorno a dei dolci ed una tazza di the.
Persone, comunità e fedi diverse si sono incontrate per pregare per ripudiare ogni discriminazione, ogni guerra, ogni ingiustizia, uniti da una fede basata sull’accoglienza e il rispetto per le persone, perché “chi ha paura non è perfetto nell’amore” (Gv 4:18).
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Per Approfondire
Martedì 12 Maggio 2009, Chiesa Evangelica Battista in Borgo Ognissanti 4, ore 21. Veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia e di tutte le violenze
[ Il manifesto ] [ Il testo completo della liturgia della veglia ] [ Testo dei canti e dei salmi per l'assemblea ] (file pdf)
Posted by: kairosfirenze on: Giugno 7, 2009
Sintesi di Luca e Matteo, del gruppo Kairos, della conferenza tenuta a Firenze dal teologo James Alison il 23 maggio 2009
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Il problema dell’omosessualità non deriva dalla interpretazione delle letture bibliche, all’interno delle quali non vi è alcun fondamento di condanna verso questo tipo di orientamento sessuale.
Per la Chiesa cattolica di oggi invece l’omosessualità rappresenta un problema non tanto sulla base della lettura biblica, ma perché essa non trova spazio nell’insegnamento teologico sulla legge naturale.
Tutte le affermazioni della Chiesa derivano infatti da una deduzione di fondo, secondo la quale l’eterosessualità è l’ unica manifestazione naturale della sessualità umana, un’intrinseca qualità dell’ essere umano. Sulla base di tale premessa, l’omosessualità non può che essere interpretata come un disordine oggettivo.
I progressi delle scienze antropologiche dicono invece chiaramente che questo non è vero: l’omosessualità si inserisce “nella” natura e non al di fuori di essa, mentre l’eterosessualità designa, certo, un comportamento maggioritario, ma non necessariamente un comportamento universalmente normativo.
Si tratta, a questo punto, di un problema superato, sul quale non vale più la pena di soffermarsi, né di sprecare energie per combattere e rivendicare il proprio posto all’interno della normalità.
Molto più importante e denso di conseguenze un altro genere di problematiche cui rivolgere la propria attenzione, il proprio impegno: la scoperta del percorso di vita ottimale per la persona omosessuale e credente; su questo punto esistono molte incertezze derivanti dal fatto che la Chiesa, da sempre, sulla base delle premesse di cui sopra, ha ignorato la possibilità di fornire indicazioni e insegnamenti alle persone omosessuali, utili allo sviluppo della loro personalità e della loro vocazione di credenti. Rispetto alla omosessualità la Chiesa non insegna direttamente niente.
Questa grave omissione costituisce un problema, infine, anche per gli eterosessuali perché una cosa è conoscere se stessi come “unica normalità” e una cosa è conoscersi come semplice “maggioranza”.
Se l’omosessualità trova spazio all’interno del disegno della Creazione come realtà antropologica propria – e non come mera deviazione morale – è evidente che il divieto assoluto non è più ragionevole.
Anche la natura omosessuale, in quanto natura umana, rientra nel campo dell’insegnamento morale della Chiesa, e può essere portata a perfezione per Grazia e secondo ragione. Solo una totale mancanza di senso morale potrebbe non distinguere le diverse modalità con cui i gay conducono la propria vita, accomunando ogni comportamento in un’unica condanna.
Sotto questo profilo la posizione della Chiesa appare debole, la sua voce muta, e al di là del velo della condanna vi è «il vuoto». Ma quale è allora la forma migliore entro cui vivere positivamente l’omosessualità?
Il processo di «fioritura», come lo chiama Alison, delle persone omosessuali è ancora da costruire in modo creativo.
Fino a poco tempo fa questo problema non esisteva, perché era proibito amare una persona del proprio sesso, era solo una rarità difettosa.
Ma se adesso sappiamo che si tratta semplicemente di una diversa forma della normalità, si è naturalmente costretti ad occuparsi del passaggio successivo: come si deve perseguire la perfezione di questa normalità, in cosa consiste essere migliore, per un gay?
Chi sono e verso dove vado? Qual è il modello di fioritura a cui devo tendere? Quali sono per me gli atti convenienti/sconvenienti?
Esiste anche per le persone omosessuali, secondo Alison, la possibilità di riflettere, nella propria vita di coppia, la «sponsalità di Cristo».
Ed esistono anche prima e oltre l’esperienza della coppia omosessuale, modalità attraverso cui le persone gay possono sperimentare la Grazia di Dio.
Siamo in «assenza di giurisdizione», nel vuoto normativo che si para dietro l’accettazione della nostra condizione, non esiste ancora un «tipo di liturgia».
Ecco quindi il nostro compito più urgente, più reale: cominciare ad immaginare modi nuovi per “costruire”, soprattutto come cattolici che credono nella bontà, nel migliorare, nel “fiorire”.
Su questo, al momento, non c’è insegnamento ecclesiastico. Non perdiamo quindi troppo tempo a lottare contro le gerarchie costituite talvolta da persone, anche omosessuali, che hanno paura dei gay e lesbiche, ma piuttosto cerchiamo le forme della “nostra” fioritura.
Che forma prende la sponsalità di Dio, dentro di noi? In che modo la vita della coppia gay sarà segnale della Grazia di Dio, della sua presenza? Stà a noi deciderlo.
Questa è la novità più importante. E’ l’inizio di un grande senso di responsabilità personale e di una grande possibilità sociale finora inesistente.
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La conferenza
Registrazione digitale della conferenza tenuta a Firenze dal teologo James Alison il 23 maggio 2009 (file Mp3)
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23 maggio 2009, il teologo James Alison incontra a Firenze i gay e le lesbiche cristiane
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Per approfondire
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Lettera a un giovane cattolico gay di James Alison, testo tratto dalla rivista internazionale Concilium del gennaio 2008 (File pdf)
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Lettera ai miei amici sull’istruzione Vaticana che impedisce l’ammissione dei gay al sacerdozio. Riflessioni di James Alison del dicembre 2005
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Sessualità umana o linguaggio ecclesiale? di James Alison, relazione presentata alla The Sarum Consultation on Human Sexuality and the Churches, 9-19 febbraio 2004
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Teologia fra pietre e rovine di James Alison, tratta dal libro Faith beyond resentment: fragments catholic and gay (London, Darton Longman & Todd 2001; Crossroad 2001) pubblicato in italiano da Transeuropa edizioni con il nome Fede oltre il risentimento
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Il Sito web di James Alison
Posted by: kairosfirenze on: Giugno 6, 2009
E’ arrivato giugno… è tempo di raccolto. E’ giunto il tempo in cui si traggono i frutti della semina… qualcuno dirà ma che frutti! Mica siamo a Kairos per gestire un campo.
Giusto, ma non sempre i frutti sono pesche gustose o chicchi dorati, per un gruppo cristiani, omosessuali e non, che camminano nel solco dello spirito non ci sono frutti da cogliere nel campo, ma il raccolto è lì che ci attende ugualmente…
Infatti in questi mesi sono successe tante cose belle a Kairos… quante amicizie, arrivi e partenze abbiamo visto scorrere mentre su tutti noi ha soffiato un vento di speranza che ci ha riscaldato il cuore mentre l’arrivo delle donne, nostre nuove compagne di cammino, ha arricchito ancora di più la realtà umana e spirituale del gruppo.
Ma non è ancora finita, il cammino di Kairos continua.
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Lunedì 8 giugno, ore 21, presso la solita biblioteca delle suore ci rincontreremo, non ci sarà la nostra mitica suorina per la lectio biblica, ma il pastore Battista Volpe della Comunità Battista di Firenze che molti hanno conosciuto alla Veglia per le vittime dell’omofobia fiorentina, che ha presieduto. Come assaggio vi invitiamo a leggere uno dei suoi ultimi sermoni intitolato Le chiese, farmacie per l’anima…
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E non è finita qui sabato 20 giugno, in accordo con il nostro parroco, si è deciso di tenere l’ultimo incontro ordinario del gruppo in parrocchia.
Sarà un incontro particolare cui rifletteremo sul Kairos che è stato e che vorremmo che fosse, su ciò che ci aspettiamo dal nostro cammino e su ciò che cerchiamo, su come imparare a "FIORIRE" insieme (un’immagine bella e concreta donataci dal teologo Alison).
A seguire alle 19.30 Santa messa nella Chiesa parrocchiale con gli amici e le amiche di alcune associazioni cattoliche con cui abbiamo collaborato quest’anno.
Al termine, alle 20.30, nei locali parrocchiali, avrà luogo una cena autogestita a buffet a cui saranno invitati gli amici e le amiche cattolici evangelici con cui abbiamo camminato quest’anno…
Così si festeggia insieme e ci si conosce meglio visto il comune cammino nella fede che stiamo conducendo… in fondo le cose migliori Gesù le ha sempre realizzate a tavola…. non credete?
Posted by: kairosfirenze on: Maggio 22, 2009
Riflessioni di Emanuele del gruppo Kairos, cristiani omosessuali di Firenze
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“Chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4,18).
La paura rende impossibile l’amore perfetto; la paura, se veramente forte, finisce col trasformarsi in violenza.
La veglia ( ndr di Firenze) è dedicata a coloro che sono stati vittime della paura di altri, trasformatasi in violenza inaccettabile. Si passa dai racconti di uccisioni e torture in vari paesi del mondo, alle angosciose esperienze personali di persecuzione, isolamento, dileggio amaro, narrate anche da genitori di giovani omosessuali.
La violenza di chi ha paura, si trasforma in nuova paura, questa volta da parte di chi preferisce nascondersi, isolarsi, molto spesso anche negarsi.
Chi ha paura uccide, chi ha paura si uccide.
L’ora dedicata a questa veglia sembra creare una breve ma significativa, sorprendente sospensione di tutto questo: qui tutto l’amore appare legittimo, purchè di amore si tratti, ma questo giudizio non spetta agli uomini.
E’ questa la sensazione di chi è presente, quasi un centinaio di persone: è così per tutti; i ricordi di vita personale si intrecciano con le storie narrate, con le parole di letture e salmi, con le note di musiche e canti, con le riflessioni, gli approfondimenti, i saluti.
Un momento di aperta e libera condivisione di idee dà termine all’incontro.
Le parole sono piene di ottimismo, di speranza, di voglia di continuare ad incontrarsi. Ma l’incontro c’è già, tutti i giorni della nostra vita, in tante e tante occasioni. Basta non avere la paura di ignorarle.
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Per approfondire
12 Maggio 2009, Veglia per le vittime dell’omofobia e di tutte le violenze di Firenze [ manifesto ] [ testo liturgia per l'assemblea ]
Posted by: kairosfirenze on: Maggio 20, 2009
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La chiesa, per la messa delle ore 11, è strapiena di gente. Come sempre, mi dicono.
Arrivando pochi minuti dopo l’inizio, mi fermo dunque con altri sulla soglia, sui gradini del piccolo portone esterno.
Non c’è più modo di entrare: ma come gli altri, posso sentire distintamente ed ascoltare le parole forti e incisive delle letture.
Una piena benefica di idee sul significato dell’ amore: “Se farete quello che vi dico, sentirete sempre il mio AMORE”, “Osservate però questo mio comandamento: AMATE GLI ALTRI !”.
Difficile non rimanere impressionati da questi messaggi, impossibile, poi, dopo avere ascoltato le considerazioni appassionate del sacerdote che spinge a riflettere concretamente: “ma chi credete che siano questi ALTRI”?
Così si delineano le immagini reali di persone difficili da amare, primi fra tutti, oggi, i nostri fratelli provenienti da altri paesi solitamente tormentati da guerre, fame, gravi condizioni economiche e sanitarie, spesso anche politiche.
Anche verso gli omosessuali, sottolinea il prete, esistono gravi forme di etichettamento, isolamento, violenza.
A questo proposito viene invitato a parlare un rappresentante del gruppo toscano Kairos, omosessuali credenti di Firenze.
Le sue parole di presentazione illustrano la natura del gruppo, luogo di incontro ed approfondimento di tematiche legate alla vita religiosa e all’omosessualita, e cercano inoltre di trasmettere una serena dimensione di ricerca del proprio percorso di vita e di fede; ricerca che ogni credente condivide con chiunque desideri sentirsi vicino al proprio Dio, prescindendo completamente dall’orientamento sessuale, in questo caso assolutamente ininfluente.
Nel suo intervento, il coordinatore del gruppo fiorentino, testimonia il tentativo di superare costruttivamente e serenamente le difficoltà, pur notevoli, di chi vive una dimensione di sfavorevole etichettamento.
Il clima, all’interno della chiesa, e della sua comunità di fedeli, è estremamente attento, interessato e tangibilmente cordiale.
Non appare alcuna difficoltà, alcuna voglia di prendere le distanze da quanto sta succedendo.
Personalmente mi fa ricordare di essere amato da Dio.
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Posted by: kairosfirenze on: Maggio 20, 2009
Fede, chiese e società sono questi i temi con cui inauguriamo questa rassegna stampa con articoli tratti dalla rete e dal sito finesettimana.org
Per leggerli basta cliccare sul titolo dell’articolo e viene visualizzato il testo in formato PDF, pertanto per leggerli occorre avere installato sul proprio computer un programma apposito, come Adobe Reader, che si può scaricare cliccando qui.
"Io non invidio nessuno. Io non invidio e non odio i potenti, soprattutto… io invidio i donatori di sangue che fanno quello che fanno senza chiedere niente, e chi aiuta i figli dei migranti a scuola, ogni giorno, a sentirsi parte di questo Paese nonostante tutto, a non sentire sulle proprie spalle di studente nemmeno un grammo di pregiudizio e diffidenza; io invidio i perdigiorno, forse, un po’. Ma no, davvero: non odio e non invidio nessuno"
"Allor ché la banalità, la stupidità, la droga dell’irrealtà e il diniego de terminano il clima di una società, chiunque conservi le virtù del l’ascolto, dell’integrità e del sen so etico deve agire con coraggio. E con la memoria del dato stori co per cui, proprio quando i po tenti sono certi del loro dominio sulle coscienze, anche se intan to tutti li applaudono, per loro è l’inizio della fine."
Christian Albini, nel suo blog, ha inserito una bella e nitida sintesi dell’incontro che si è tenuto a Firenze sabato scorso e al quale hanno partecipato molti di coloro che provano disagio nel vivere in una chiesa più escludente che accogliente e nella quale risuona con difficoltà la buona notizia del vangelo. Molti dei temi toccati meritano di essere ripresi, approfonditi e messi in circolazione.
“Se per dar fiducia agli elettori e alle elettrici ed essere votate le donne del dopoguerra rivestivano il corpo con sobria eleganza per far udire la loro parola, il corpo svestito e ornamento dello spettacolo viene riproposto con fare ammiccante in un gioco politico al maschile. Nei due casi il mondo maschile resta l’ago della bilancia"
Professore e decano della Facoltà libera di teologia protestante di Parigi, Raphaël Picon pubblica un libro breve ma denso, Dieu en Procès. Come può essere audace, anche oggigiorno, affrontare per un vasto pubblico un simile argomento!
L’Autore, libero da ogni pregiudizio e da ogni spirito di rivalsa, introduce con gradualità il lettore alla scoperta dei benefici di un vero spirito critico.
Le religioni devono condurci in un cammino di contemplazione di Dio e dell’umanità. Per far questo, devono rinunciare a pretendersi proprietarie di Dio, per far crescere i loro fedeli in uno spirito libero di fronte ad un Dio ultima libertà dal quale le nostre rappresentazioni rischiano di allontanarci.
Gli ortodossi dicono che le icone che venerano non sono che delle «finestre verso l’Invisibile». Questo libro ci apre delle finestre per scoprire un volto affascinante di Dio.
Il lettore accetterà talvolta di rimanere sorpreso o addirittura scombussolato, ma senza alcuna brutalità, da certe pagine. B.R.
Il rabbino Di Segni pur giustamente rivendicando l’unicità della shoà, sollecita il valore esemplare di quella immane sofferenza per esprimere solidarietà verso altre sofferenze, il professor Israel e altri come lui, ebrei e no, sacrificano al loro fondamentalismo filo israeliano ogni pur minimo e parziale apparentamento fra le sofferenze dei perseguitati. "
Posted by: kairosfirenze on: Maggio 17, 2009
Articolo di Andrea Fagioli tratto da Avvenire del 17 maggio 2009
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«Un impegno solido e duraturo a trasmettere il Vangelo che abbiamo immeritatamente ricevuto, sottolineando la parola immeritatamente, perché nessuno possa vantarsi».
Parte con questo invito la sintesi degli oltre 40 contributi inviati da parrocchie, comunità, associazioni, singoli laici, sacerdoti e religiosi al convegno «Il Vangelo che abbiamo ricevuto» ospitato ieri a Firenze presso il «Nuovo sentiero», il teatro di Santo Stefano in Pane, la parrocchia di Rifredi che fu di don Giulio Facibeni.
Oltre 250 persone in sala e almeno un centinaio nell’attigua Cappella della Misericordia, collegata in video.
«Un successo imprevisto, ma non più di tanto», commenta don Paolo Giannoni, teologo, oblato camaldolese, fra i promotori di quello che è stato definito semplicemente «un incontro aperto ai cristiani».
«C’era grande attesa – spiega don Giannoni – e non è un caso che ci siano persino una ventina di siciliani». Girando per la sala si sentono molti dialetti, sardo compreso. L’età media è piuttosto alta. Tra i sacerdoti presenti, ci sono anche preti «di frontiera» come don Vitaliano Della Sala e don Alessandro Santoro. Ma si riconoscono anche i responsabili di alcuni uffici diocesani.
Ad accomunare i presenti è un certo «disagio ecclesiale», non vogliono tuttavia essere chiamati né indicati come i «cattolici del dissenso».
«Questo appuntamento non è contro nessuno, ma è per qualcosa – spiega don Giannoni –.
Non si tratta di mettere in discussione verità o affermazioni dottrinali, ma di sollecitare un’apertura verso una Chiesa del Vangelo che si contrapponga a una Chiesa della legge.
Il silenzio deve preoccupare più di una protesta – dice ancora l’oblato camaldolese – e il disagio segnala che c’è qualcosa che non va».
E quello che non va, a giudizio di molti dei partecipanti all’incontro di ieri, è il cristianesimo senza riscatto, il sostenere la morale mediante la legge dello Stato, il perdere la memoria storica del Concilio Vaticano II, i laici ridotti a "uditorio".
Alcuni parlano dell’esistenza di due Chiese parallele (clericali e non clericali) che non comunicano tra loro, ma anche di due liturgie (una partecipativa e l’altra sacrale) che si escludono a vicenda. C’è poi lo stile piramidale che – dicono – mortifica la fraternità.
Si pone anche l’accento sul «rischio di una mondanizzazione che si insinua nella Chiesa».
Nella relazione ufficiale, don Giannoni parla del simbolo evangelico del «toccare»: «Gesù – dice – ha assunto ogni realtà umana, ha toccato i corpi per infondere la guarigione, si è seduto a mensa con i peccatori, rendendo visibile ai nostri occhi e palpabile dalle nostre mani il mistero dell’amore trinitario».
Il teologo Pino Ruggeri, nella seconda relazione, delinea quelli che per lui sono gli elementi ecclesiali fondamentali: povertà, liturgia, misericordia. È invece il concetto della «sinodalità come sfida ecclesiale» a guidare il dibattito tra i presenti.
Qualcuno parla della sinodalità come un fiume carsico che finalmente esce all’aria aperta. Si invoca la laicità della società civile, della Chiesa, delle religioni. Il convegno si chiude senza un documento finale, ma con la volontà di proseguire l’esperienza avviata.
Si parla di un forum, di una «tre giorni», in ogni caso di un sistema di comunicazione per mantenere vivi i contatti. Il rappresentante degli omosessuali credenti propone incontri di preghiera.
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Documenti e relazioni
16 maggio 2009, a Firenze incontro-convegno ‘Il Vangelo che abbiamo ricevuto’ (gionata.org)
Il Vangelo che abbiamo ricevuto. Interventi inviati da singoli e da gruppi in preparazione all’incontro (statusecclesiae.net)
Per una chiesa della fraternità e della sororità, della libertà, della povertà e della misericordia, relazione letta Giuseppe Ruggieri, convegno "Il Vangelo che abbiamo ricevuto", Firenze, 16 maggio 2009 (file pdf)
Il Vangelo che abbiamo ricevuto. Relazione della parrocchia del Crocifisso della Buona Morte di Catania (gionata.org)
Il Vangelo che abbiamo ricevuto. Il cammino dei cristiani gay de ‘Il Guado’ (gionata.org)
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Rassegna stampa
Quel disagio dentro la Chiesa cattolica che non si cura con il silenzio di Alberto Melloni in Corriere della Sera del 17 maggio 2009 (file pdf)
Concilio, memoria e «bussola» di una Chiesa fraterna di Andrea Fagioli in Avvenire del 17 maggio 2009
E’ disagio, non dissenso: la Chiesa ha mille colori di Mauro Bonciani in Corriere Fiorentino del 16 maggio 2009 (file pdf)
Posted by: kairosfirenze on: Maggio 7, 2009
Tra le tante adesioni giunte alle Veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia, che avranno luogo da lunedì 11 a domenica 17 maggio 2009 (giornata mondiale per la lotta all’omofobia) segnaliamo i comunicati diffusi dal movimento nazionale Noi Siamo chiesa e dai gruppi cattolici fiorentini Villa Guicciardini e dal Punto Pace di Pax Christi di Firenze con cui spiegano le ragioni di questa scelta.
NOI SIAMO CHIESA, il movimento per il rinnovamento della chiesa cattolica, sottolinea nel suo comunicato che: "partecipa a questa settimana di preghiera insieme a un generale impegno per la riforma della Chiesa nello spirito del Concilio Vaticano II", perchè "ci ritroveremo ancora a lungo, se i segni di speranza in una società libera da pregiudizi, da discriminazioni e da esclusioni non riusciranno a prevalere sugli spiriti negativi che si agitano oggi nel nostro paese".
Invece i giovani del gruppo di VILLA GUICCIARDINI, impegnati da tempo nella realtà ecclesiale fiorentina, sottolineano che "non possiamo tacere la nostra preoccupazione nei confronti di tanti fratelli e sorelle che vivono in paesi nei quali l’omosessualità è reato, talvolta atrocemente punito con la pena capitale. Come cattolici ci aspettiamo dalla nostra Chiesa una parola e un impegno concreto nel denunciare e combattere tali insostenibili situazioni, e un’umile richiesta di perdono per ogni volta che non ne siamo stati capaci".
Mentre per il PUNTO PACE fiorentino di Pax Christi, aderente all’omonimo movimento cattolico internazionale per la pace, l’adesione alle veglie per ricordare le vittime dell’omofobia è nel "DNA del nostro movimento ecclesiale, e ci spinge a quella esperienza di dialogo intra-ecclesiale così poco praticato nelle nostre chiese, a quella del dialogo ecumenico ed inter-religioso, a quella (ancor più faticosa per quanto gioiosa) di essere cerniera tra Chiesa e mondo".
Sono questi alcuni tra i tanti gruppi cattolici e evangelici che saranno in veglia con i gruppi di credenti omosessuali italiani in 15 città italiane nella settimana precedente il 17 maggio, giornata internazionale per la lotta all’omofobia, per ricordare le vittime dell’omofobia ed infrangere così il muro di silenzio e d’imbarazzo che spesso permane nella nostra società e nelle nostre chiese su questo tema, perchè “chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Giovanni 4,18).
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Per leggere i comunicati integrali cliccare su:
Noi Siamo Chiesa, le veglie per le vittime dell’omofobia e lo spirito del Concilio Vaticano II
Noi giovani di Villa Guicciardini e la veglia di Firenze per le vittime dell’omofobia
Posted by: kairosfirenze on: Maggio 6, 2009
Articolo di di Michele Bocci tratta da Repubblica – Firenze del 5 maggio 2009
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Due transessuali assaltate nella notte tra sabato e domenica alle Cascine.
«Vi ammazziamo», gridavano una decina di giovani che hanno preso a sprangate le macchine delle vittime parcheggiate in via del Visarno. Si erano armati in un cantiere del piazzale delle Cascine.
Mazze di ferro e pezzi di transenna, che insieme alle bottiglie di birra sono diventate le armi per la spedizione.
Il gruppo, molto probabilmente composto da soli italiani, si è mosso a bordo di alcuni scooter ed è entrato in azione poco dopo le 4.
Hanno individuato le macchine di due travestiti, fermi a chiacchierare con i finestrini abbassati, e sono partiti.
I colpi hanno spaccato finestrini, incrinato i lunotti. Il vetro delle bottiglie si è schiantato sulle fiancate delle macchine. Le due trans, di 30 e 51 anni, hanno provato a fuggire.
Le due auto, una Ford Focus e una Mercedes classe A, si sono mosse e separate. Una delle transessuali si è attaccata al telefono per avvertire i carabinieri.
Alcuni dei giovani si sono lanciati all´inseguimento continuando ad offenderla e a colpire la macchina.
Quando sono arrivate le macchine del radiomobile quasi tutti gli aggressori si erano allontanati. Solo due di loro erano ancora lì, avevano inseguito fino all´ultimo le vittime e sono stati costretti a cercare un nascondiglio.
I carabinieri li hanno bloccarti sotto i portici della facoltà di Agraria. Sono fiorentini di 21 e 17 anni, non hanno precedenti. Il più grande sarebbe un calciante.
Sono stati denunciati per danneggiamento. Hanno detto ai carabinieri di non essere gli autori dell´aggressione ma le vittime li hanno riconosciuti.
12 MAGGIO 2009> Veglia per le vittime dell’omofobia e di tutte le violenze, Chiesa battista di Firenze, via Borgo Ognissanti, ore 21. E tu che fai?
Posted by: kairosfirenze on: Maggio 4, 2009
Il prossimo 17 Maggio 2009 è la V Giornata mondiale contro l’omofobia, ovvero la violenza contro uomini e donne omosessuali.
A partire dalla settimana precedenti si svolgeranno in 15 città italiane, da Palermo ad Aosta, veglie di preghiera ecumeniche e culti a tema in numerose chiese valdesi, battiste, metodiste e anche in alcune chiese cattoliche.
In occasione delle veglie il Gruppo del Guado ha lanciato un appello alle chiese per “levare con forza la loro voce di condanna tutte le volte in cui una persona omosessuale viene aggredita, viene insultata, viene discriminata, viene esclusa”.
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Appello già sottoscritto da laici, sacerdoti, pastori, responsabili di gruppi e associazioni.
Il testo completo dell’appello si può leggere su http://www.ildialogo.org/omoses/Omofobia_1240838169.htm
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Ecco elenco dei primi firmatari dell’Appello